Sicurezza
Sciopero per paura di perdere il posto
Pontedera: alla coop Dna si parla di un cambio di appalto, scatta la protesta per chiedere il pagamento del 70% di Tfr
PONTEDERA. Uno sciopero per la paura di dover tornare indietro ai tempi dei cambi d’appalto con la perdita di diritti, retribuzione e trattamento di fine rapporto (Tfr). Oltre cento lavoratori della cooperativa Dna, che operano all’interno del magazzino ricambi Piaggio, hanno incrociato le braccia sulla base di voci che indicavano un disimpegno da parte di Lintel, l’azienda che controlla Dna e che ha il subappalto da Ceva che, a sua volta, detiene l’appalto diretto da Piaggio. «Sciopero preventivo», l’hanno definita davanti ai cancello dello stabile di Pontedera e di quello che ha base a Lugnano in cui sono state avanzate anche richieste a Lintel e Ceva per avere garanzie sul futuro occupazionale degli operai.
Nel dettaglio, le richieste avanzate dai sindacati prevedevano il passaggio da 35 a 40 ore di una parte dei dipendenti (quelli del prodotto finito che presenti sia a Lugnano che al magazzino di Pontedera) e l’anticipo del 70% del trattamento di fine rapporto. Tutti punti che erano già stati inseriti in una bozza di accordo a cui Lintel doveva dare una riposta in un incontro previsto tra il 10 e il 13 di maggio. A Ceva, poi, è stato chiesto di farsi carico dei dipendenti di Dna qualora dovesse verificarsi un cambio di appalto.
Punti che hanno richiesto una lunga trattativa tra le parti dopo che i contatti si erano interrotti pochi giorni fa, quando le voci di un’uscita di scena da parte di Lintel e un avvicendamento di cooperative erano stati messi a tacere dagli stessi dirigenti. L’annuncio del mantenimento dello status quo sembrava aver rasserenato gli animi, dopo un inizio anno assai turbolento, fatto di cinque licenziamenti, apparentemente senza particolari motivazioni (tra cui anche quello dell’esponente del Cobas, Sandro Giacomelli, poi reintegrato lunedì scorso) e scioperi a oltranza con blocco delle merci in entrata e in uscita.
Tutto sembrava tranquillo, quindi. Ieri, però, si è diffusa la voce delle dimissioni di uno dei dirigenti di Lintel che avevano portato avanti l’ultima trattativa. Un fatto interpretato come un segnale di disimpegno da parte dell’azienda che ha fatto scoppiare la paura tra gli operai di ritrovarsi di nuovo, dopo vent’anni di lavoro, alle prese con un nuovo datore di lavoro col rischio di perdere diritti e soldi, se non anche il posto. Così la Rsa ha allertato i sindacati (Cgil, Cisl, Uil Cobas e Si-Cobas) ed è stato deciso lo sciopero per ottenere garanzie da Lintel e Ceva. Alla fine le aziende hanno fatto qualche passo verso le richieste dei lavoratori. Tutto dovrà essere definito meglio oggi e sancito nell’incontro della prossima settimana. Secondo quanto spiegato dai rappresentanti dei lavoratori, la richiesta di portare da 35 a 40 ore i dipendenti del prodotto finito dovrebbe trasformarsi in una sperimentazione delle 40 ore per il periodo tra giugno e ottobre. Mentre il pagamento del Tfr dovrebbe arrivare in due tranche. «Per quanto riguarda le garanzie nei confronti di Ceva di farsi carico dei lavoratori di Dna in caso di cambio di appalto - ha detto Giacomelli - la questione dovrebbe risolversi nelle prossime ore». In altre parole oggi, quando lo sciopero proseguirà almeno per la mattina.
«I lavoratori hanno avuto paura di ritrovarsi come qualche anno fa - ha detto Ombretta Pieracci della Cgil - quando rischiarono di perdere il posto dopo un tempestoso cambio di appalto. Speriamo di essere arrivati a una svolta decisiva e che il futuro per questi lavoratori sia più tranquillo»
Alta la percentuale di adesione allo sciopero di ieri. Secondo Sandro Soldani del Si-Cobas è stata «del 90% al magazzino di Piaggio e del 95% a quello di Lugnano».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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