Il Tirreno

Pisa

«Medici corrotti con viaggi e regali» Indagati in tredici

di Pietro Barghigiani
«Medici corrotti con viaggi e regali» Indagati in tredici

Chiusa l’indagine “Cuore d’oro” sulle forniture di pacemaker Coinvolti un cardiologo e un infermiere dell’ospedale di Cisanello

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PISA. Chiusa l’inchiesta “Cuore d’oro” con tredici indagati, di cui due in servizio a Cisanello, accusati di aver ottenuto regali e viaggi all’estero gratis in cambio dell’utilizzo in sala operatoria di prodotti sanitari commercializzati dai rappresentanti che poi saldavano i conti di hotel, sponsorizzano convegni e reclutavano i medici per consulenze.

L’epicentro delle indagini - che nel novembre 2013 videro anche tre imprenditori agli arresti domiciliari - è Firenze e la propaggine pisana coinvolge il cardiologo Marco De Carlo, 44 anni, di Ponsacco, dipendente dell’Azienda ospedaliera e il caposala, Giampietro Ercoli, 63 anni, di Vecchiano, in organico all’unità operativa di Malattie Cardiovascolari.

La Procura fiorentina ha notificato ai tredici indagati l’avviso di chiusura delle indagini. L’accusa è di corruzione, ma con alcuni distinguo.

A De Carlo viene contestata la corruzione per un atto d’ufficio, mentre Ercoli deve difendersi dalla stessa accusa con l’aggiunta della corruzione di persona incaricata di pubblico servizio.

In sostanza al medico, e ai suoi familiari, i rappresentanti di una ditta fiorentina avrebbero pagato «spese di viaggio e soggiorno in occasione di eventi congressuali, nel periodo temporale dal 2007 al 2014, per la somma complessiva di 14.000 euro».

Contattato dal Tirreno nel novembre 2014, il dottor De Carlo dichiarò: «Sono veramente rimasto allibito da queste accuse». Alla domanda se ritenesse un reato i comportamenti che gli venivano contestati, rispose: «Ovviamente no. E comunque vedremo. Non ho ancora un’idea nello specifico».

A Ercoli, invece, gli stessi rappresentanti di presìdi medici, avrebbero corrisposto diversi regali, tra cui un tablet.

Per la Procura il vantaggio dei privati era quello di veder utilizzati in ospedale i loro prodotti, soprattutto pacemaker.

Il caposala Ercoli aveva il “compito” di sollecitare l’uso dei dispositivi venduti dai Bonaccini.

Un controllore, ma anche suggeritore interessato, nell'uso degli apparecchi da applicare per far funzionare il cuore dei pazienti, secondo gli atti della Procura raccolti dalla Guardia di finanza soprattutto grazie alle intercettazioni telefoniche.

«Ercoli racconta a Bonaccini di aver mentito ai medici che l’ultima volta era stato impiantato un dispositivo della Biotronic al fine di indurli a impiantare la mattina successiva un dispositivo della Sorin (commercializzato dai Bonaccini, ndr) - scrive il gip -. "Stavolta ho mentito spudoratamente, perché m'ha detto: l'ultima volta cosa s'è messo? Ho detto Biotronic e invece s'è messo noi. Allora mi ha detto: Allora chiama Sorin domani mattina alle otto».

Per l'accusa la frase «s'è messo noi» è chiaro indice dell'asservimento dell'infermiere a Marco Bonaccini.

Per il cardiologo De Carlo un viaggio a Parigi viene pagato all'hotel "Londres & Network" per quattro notti in stanza quadrupla al costo di 1.380 euro. Dopo Parigi arriva Barcellona tra agosto e settembre. A De Carlo viene prospettata come sistemazione in un appartamento a 1.200 o a 2.400 euro. Alla fine anche a Barcellona il medico soggiorna con moglie e due figli a spese dell'imprenditore.

La filiera della corruzione, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza fiorentina, schierava cinque rappresentanti, sette medici e un infermiere, ognuno con il suo ruolo.

I rappresentanti spingevano per far acquistare i loro beni (Sorin Group Srl, St Jude Medical Spa e Cid Spa, estranee all’inchiesta) garantendo regali (risulta l’acquisto di un cappotto ma anche di prosciutti), l’uso di auto con tanto di assicurazione pagata, cellulari, tablet e sponsorizzazioni di convegni. In più, per un medico in particolare, il professor Luigi Padelletti, di Firenze, anche una ricca consulenza per quasi 400.000 euro distribuiti nell’arco di almeno otto anni.

La contropartita era l’acquisto dei presìdi medici “agevolati” dalle utilità garantite dagli intermediari-fornitori tra aziende produttrici e ospedali.

Rispetto all’ipotesi iniziale è caduto il reato di turbativa d'asta. Inoltre alcuni professionisti inizialmente inseriti nelle indagini ne sono usciti. L'indagine ruota attorno alle figure di Marco e Rudy Bonaccini, che finirono agli arresti insieme al padre Rodolfo, poi deceduto. Come titolari di una società rappresentante di presìdi biomedici di altre ditte, e con dei rappresentanti delle stesse, avrebbero fatto svariati regali ai professionisti.

L’Azienda ospedaliera, nel ruolo di parte offesa, ha nominato, come già fatto dall’ospedale di Careggi, l’avvocato Francesco Maresca per essere tutelata nel procedimento penale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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