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Pisa

Indagini anche su altre scuole

Indagini anche su altre scuole

I vigili urbani estendono i controlli fuori dagli istituti superiori dopo le segnalazioni dei dirigenti

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PISA. Una sferzata netta sul fenomeno del bullismo. Dilaga e preoccupa i vertici degli istituti scolastici cittadini. E, sulla spinta di una serie di invocazioni anche scritte, la polizia municipale si è mossa per monitorare quei segnali di malessere che non passano più sotto silenzio, ma nel tempo stanno diventando un fronte di disagio sempre più esteso.

L’arresto di un giovane studente del Fascetti nel cortile dell’istituto Matteotti non è un episodio isolato. Altre scuole - che i vigili urbani tengono d’occhio senza rivelarne il nome - sono finite sotto la lente della municipale.

Controlli con auto di servizio negli orari della ricreazione e di uscita, due momenti ritenuti a rischio di incontri e scontri. Ma soprattutto una vigilanza in borghese, più defilata anche se mirata per capire meccanismi e ruoli di una serie di gruppetti che spadroneggiano in alcuni istituti superiori. Storie che iniziano con sgarbi in classe o fuori dall’istituto e poi si replicano in centro quando i bersagli del “branco” incrociano chi vive di prepotenze.

Le tensioni sono arrivate alle orecchie dei professori e dei dirigenti scolastici che, come la presidenza del Matteotti, ha chiesto un controllo più marcato per evitare che le gesta dei bulletti degenerassero in vicende più gravi. Stroncare il fenomeno e dare l’esempio, come è avvenuto martedì poco prima delle 14 quando, nel cortile dell’alberghiero, tutta scuola ha assistito all’arresto di un diciottenne, marocchino, studente del Fascetti, che da mesi spalleggiato da altri compari importunava e vessava gli studenti del Matteotti. In un caso c’è stata una vera e propria aggressione ai danni di un iscritto. A quel punto era necessario imporre uno stop.

Il “capetto” ha provato a a reagire alle richieste di documenti dei vigili, ma alla fine si è dovuto arrendere di fronte all’arresto. Un inciampo nella sua “carriera” durante la quale ha già collezionati incursioni nel codice penale per rissa, rapina, furto con destrezza, ricettazione e guida senza patente.

Processato per direttissima, lo studente del Fascetti ha patteggiato 6 mesi per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, con rifiuto di fornire le proprie generalità, ed è tornato libero. Una sentenza che fa “curriculum” visto quello che ha già messo insieme in appena diciotto anni con prospettive di arricchire l’elenco delle sue imprese.

Gli elementi raccolti dalla polizia municipale portano il 18enne maghrebino anche in altri contesti di bullismo a scuola. Istituti superiori dove il giovane, con altri del gruppo, si è presentato per ripetere scene e comportamenti già messi in scena al Matteotti. È mancato solo l’arresto.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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