Gioco
I fanghi inquinati potranno essere ripuliti e riutilizzati
L’idrovora di Coltano diventa tecnologicamente all’avanguardia grazie al “Dewatering System” costato quasi 400mila euro
PISA. L'idrovora di Coltano diventa “smart”. Grazie ad un nuovo sistema, unico in Italia, si potranno classificare i fanghi presenti nelle vasche dell'idrovora ed essere così trattati se inquinati, oppure riutilizzati per gli argini dei canali. È costato quasi 400mila euro il sistema “Dewatering System”, che è stato finanziato dal Consorzio di bonifica 4 del Basso Valdarno. «Il sistema è il primo in Italia, usa tecnologia olandese ma il brevetto è italiano», dice Massimo Aiello, direttore di Acque industriali srl, che sta sperimentando l'innovativa struttura per far sì che l'esempio di Coltano diventi pilota in tutta Italia. Il “Dewatering System” è una sorta di “disidratazione in loco dei fanghi”. Si basa su enormi cuscini fatti di una tela simile a quella degli ombrelli. L'acqua ed i fanghi raccolti dalle vasche delle idrovore vengono risucchiati in questi cuscini che li drenano facendo defluire di nuovo le acque e trattenendo i fanghi. «Una volta che i fanghi sono secchi - spiega Marco Monaco, presidente del Consorzio - sarà più semplice analizzarli e se risulteranno con componenti inquinanti, l'avvio allo smaltimento sarà più facile proprio perché sono stati essiccati». I fanghi invece non inquinati potranno ridefinire gli argini dei canali ed essere usati per il rialzo dei terreni depressi. Grazie a questo sistema, le vasche della storica idrovora di Ragnaione (costruita nel 1922 dall'Opera nazionale dei combattenti), potranno essere pulite con più frequenza permettendo un regolare deflusso verso il mare, un deflusso ben “setacciato” dai fanghi. Oltre a vantaggi di tipo ambientale per il basso impatto invasivo, a questo progetto si aggiunge la facilità di trasporto delle attrezzature, i modesti interventi di preparazione e di ripristino del cantiere e i tempi brevi di intervento.
«Il “Dewatering System” - continua Aiello - risponde a una domanda chiave su uno dei temi che la collettività sta affrontando in maniera sempre più stringente negli ultimi anni, quello della gestione dei rifiuti, una problematica che costringe tutti noi a fare i conti con quello che produciamo, come lo ricicliamo e soprattutto quanto spendiamo per un corretto smaltimento». «Tutti noi abbiamo sotto gli occhi i rifiuti domestici - dichiara Monaco - un po' meno quelli lontani dalle nostre abitudini. Tra questi ci sono anche i rifiuti prodotti dai sedimenti negli alvei dei corsi d'acqua, nelle casse d'espansione, nei bacini e nelle vasche di carico degli impianti idrovori, con enormi costi per la raccolta e lo smaltimento, altissimi in caso di contaminazioni».
Come dire che il “Dewatering System” tratteggia un nuovo modello di gestione delle acque e dei fanghi. Come per tutti i progetti pilota, però, il nuovo sistema ha scontato tutti i problemi organizzativi delle prime realizzazioni, ma i vantaggi che deriveranno saranno molteplici in termini ambientali ed economici. Sul posto, assieme ad Aiello e Monaco, c'era anche il presidente della Pro loco di Coltano, Antonio Dell'Omodarme, e questa volta, per il piccolo abitato di Coltano, trattasi di una buona notizia.
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