Attenzione
Ex Telecom, asta deserta. Nessuno vuole il palazzo
Anche il terzo tentativo di vendita da parte del Comune è andato a vuoto dopo la mancata cessione alla Fondazione Pisa: costo stimato 5,9 milioni
PISA. Anche l’ultima asta, martedì scorso, è andata deserta. Un pronostico abbastanza semplice da azzeccare. Nessuno vuole il palazzo ex Telecom, che il Comune sta cercando di vendere da mesi. Questo è stato il terzo tentativo attraverso un’asta pubblica. Metodo che non paga. L’edificio di piazza Facchini, rimasto vuoto dopo il trasferimento di Sepi alla Sesta Porta e di vari uffici comunali in altre sedi, si sta trasformando in un peso tipo complesso della Mattonaia dopo il clamoroso naufragio dei negoziati tra Palazzo Gambacorti e Fondazione Pisa. Un acquirente ormai sicuro che in qualche modo è stato fatto sfumare.
La richiesta di 5,9 milioni non attrae. E la situazione del mercato immobiliare non aiuta di certo. Si consideri che, come si legge sotto, per una cifra simile (pur in contesto diverso) la Provincia ha venduto sia il palazzo della Prefettura che l’edificio che ospita la Questura. Anche per questo la proposta della Fondazione Pisa era già sembrata allora più unica che rara.
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Si legge negli atti: «Visto il verbale del giorno 3 maggio 2016 nel quale l’arch. Marco Guerrazzi, dirigente della Direzione Edilizia Pubblica-Patrimonio, alla presenza di due testimoni accerta che non è pervenuta alcuna offerta entro i termini stabiliti dal bando» si dichiara «che la procedura ad evidenza pubblica è andata deserta».
Questa volta il Comune si era preso quasi due mesi di tempo per vedere se si faceva avanti qualcuno. Un accorgimento che non è bastato ad incoraggiare acquirenti. Men che meno l’abbassamento del prezzo a base d’asta da 6,2 a 5,9 milioni di euro: uno sconto comunque contenuto che non poteva incontrare i favori del mercato.
La partita che poteva essere decisiva è stata giocata in occasione del primo bando, quando la cessione dell’edificio alla Fondazione Pisa era data per sicura. Le condizioni prevedevano la possibilità di offerte al ribasso, rispetto alla stima di 6,2 milioni di euro, fino al 20%. La Fondazione Pisa, che risultò l’unica pretendente, aveva proposto al Comune 5,2 milioni (ribasso del 16%). Su questa cifra si scatenarono polemiche politiche e di conseguenza sia il dirigente incaricato che la giunta non hanno più firmato la vendita.
Poi anche un secondo bando è andato deserto. La stima del palazzo ex Telecom era stata fatta dal Comune sulla base di valutazioni dell’Agenzia del Territorio (5,9 milioni) e anche dal funzionario tecnico incaricato dalla Direzione Patrimonio e Contratti (tra 6,2 e 7 milioni). Ora l’assessorato al patrimonio deve inventarsi qualcosa di più efficace.
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