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Baby scrittrice, a 13 anni pubblica il suo primo romanzo

Mario Neri
Baby scrittrice, a 13 anni pubblica il suo primo romanzo

Matilde Silenzi, pisana, non ha ancora finito le medie ma è già in libreria con "Lo snodo dei libri" edito da Helicon. Ha scelto il fantasy, il genere che sta permeando una generazione intera di giovanissimi

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PISA. Erica ha quindici anni, vive a Pisa, ha una passione per i misteri e per il disegno, ed è decisamente il tipo di ragazza definito “out”. Un giorno suo padre viene trasferito a Miami, in una misteriosa villa circondata da un bosco. Nella mansarda, una serratura senza porta. Stringendo amicizia con i due ragazzi più popolari della scuola, Luke e Matthew, e guadagnandosi l’odio delle tre ragazze bulle, Ruby, Mary e Clarissa, Erica svela il mistero della serratura, catapultando lei, Luke e Matthew in un mondo parallelo, chiamato Snodo dei Libri, dove vive confinato il suo creatore ed ex proprietario della casa, Jonathan Hudson, conosciuto come il Guardiano.

È questo il mondo che ha inventato per noi Matilde Silenzi, 13 anni, pisana. Questa ragazzina non ha ancora fatto l'esame di terza media ma oggi la sua prima opera letteraria è approdata in libreria. E il suo romanzo, presentato oggi pomeriggio, giovedì 5 maggio, alla scuola media Fucini, non poteva essere che un fantasy. Non poteva che trasportarci in una torre con milioni di porte, dove adolescenti appena un po’ più grandi di lei cominciano ad esplorare i libri, scoprendo mondi fantastici, universi paralleli. Perché è qui che conduce oggi l’immaginario collettivo dei nativi digitali. A Lo snodo dei libri (Ed. Helicon, 13 euro), come Matilde ha intitolato il suo lavoro narrativo, come il crocevia di cultura che sta permeando una generazione di giovanissimi.

Meraviglioso, sovrannaturale, fantastico, magico. Sono i modi della letteratura dei post millennials. Sono la chiave per comprendere le loro aspettative, la loro voglia di evasione e anche alcuni dei loro turbamenti e delle loro paure. Matilde, come molti coetanei, ha costellato la sua infanzia con i «mitici cartoni animati della Disney su Cenerentola, la Bella Addormentata; i racconti di Geronimo Stilton», ma poi ha cambiato quasi subito rotta, o meglio l’ha corretta con film e videogiochi fantasy. E il caposaldo è ancora lui: Harry Potter, il capolavoro della Rowling è la “biabbia” dei preadolescenti italiani. È quello il romanzo di formazione dei nati del nuovo millennio.

Verne, Salgari sono ormai antiquariato da un pezzo. Tolkien, Carroll, Asimov, seppure ristagnino nel substrato di ogni opera fantasy, sono territori sconosciuti. Perfino la cibernetica e i fantasmi di Calvino non hanno quasi più nessuna attrattiva; il Barone Rampante, il Cavaliere inesistente, il Visconte dimezzato, le Cosmicomiche, Ti con Zero sono scoloriti avi di una nuova era letteraria. Così, scrive Matilde nella sua biografia, i modelli sono Percy Jackson o Hunger Games. Dove non sono tanto i mondi, i mostri, il futuro post apocalittico mescolato alla mitologia, o il sincretismo (spesso un minestrone) di generi e culture a dominare, ma la natura dei protagonisti: ragazzini iperattivi, a volte anaffettivi oppure ribelli, inquieti, perfino affetti dalle malattie dei nostri tempi, dislessia, autismo, che cercano di cambiare il mondo scardinandone la sua odiosa normalità. Alcuni “out”, cioè sfigati, altri invece che “spaccano” e sono bulli, capaci di odio o risentimento, oppure già disillusi.

Ma la vera differenza la fanno appunto i libri. Di carta o di pixel, poco importa. Quel che importa è la natura del nutrimento immaginifico di questa generazione rispetto a quello con cui sono state allevate quelle degli ultimi trent’anni. Televisione. No, non è più la passività televisiva il medium delle inquietudini di questi ragazzi, ma libri, videogame, film, interattività, se possibile tutto integrato in un’esperienza attiva. Ma tutto parte dalla letteratura, a cui i giovanissimi stanno tornando. 

«La notizia della pubblicazione è stato il secondo momento più bello della mia vita dopo la fine del romanzo – racconta Matilde – Già due case editrici avevano rifiutato. Arrivò una telefonata a mia madre, camminavamo per strada. Questa invece mi voleva pubblicare. Io rimasi calma, ma dentro esplosi di euforia». La trama inizia con «un viaggio obbligato per seguire la famiglia. L'allontanamento dagli amici di sempre, l'arrivo in un Paese straniero e l'inserimento in una nuova scuola, nuove amicizie e rivalità: sono gli elementi che danno il via alla narrazione. La storia è ambientata in un mondo fantastico, dove dominano immaginazione, magia, simbolo e surreale e dove i personaggi vivono strane metamorfosi», dice Matilde presentando la trama del romanzo davanti a decine di suoi coetanei e docenti. Metamorfosi, appunto. Di una generazione. Che con il fantasy ha riacceso nei giovanissimi l'amore per la lettura.

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