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Pisa

Berrugi erede designato di Domingo

Berrugi erede designato di Domingo

Dalla città della Torre Pendente è partito giovanissimo e si è già esibito nei teatri di tutto il mondo

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PISA. Un pisano tra i successori di Placido Domingo. È stato proprio il celebre tenore spagnolo a nominare Giorgio Berrugi tra i suoi eredi, in un'intervista a Repubblica dell'11 marzo. Un'emozione unica per Berrugi, nato nella città della Torre Pendente 39 anni fa. Si è formato come clarinettista nei conservatori di Lucca e Livorno, «tappe obbligate per i musicisti pisani, visto che a Pisa non c'è tuttora una scuola istituzionalizzata», dice Berrugi. Dalla Toscana è partito giovanissimo alla volta di Roma, dove ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto dell'orchestra sinfonica. Proprio nella Capitale ha scoperto la passione per il canto lirico, disciplina che dopo tre anni di studio a Dresda e varie preziose esperienze in Germania, lo ha portato ad esibirsi in prestigiosi teatri di tutto il mondo.

«Domingo è sempre stato molto gentile con me. Ho conosciuto anche sua moglie, sono due persone squisite. Ho cantato con lui all'Arena di Verona e a Valencia e saremo insieme anche prossimamente al Teatro alla Scala di Milano. E pensare che da ragazzino avevo tutti i suoi dischi - racconta Berrugi -. Quando ci siamo conosciuti mi ha detto: “Ma dove sei stato finora?”. In effetti, la mia carriera è iniziata in modo anomalo, dopo una prima vita da musicista. Solitamente i cantanti lirici iniziano a lavorare verso i 18 anni». La storia di Berrugi è esemplare: non è mai troppo tardi per scoprire i propri talenti. «La vita è così, se non avessi dato retta a chi mi ha spinto a studiare canto, chissà dove sarei adesso», aggiunge Berrugi. Ma questo talentuoso tenore cosa consiglia a un giovane pisano che vuole intraprendere la carriera di cantante lirico? «Gli consiglio di studiare in Italia, per la storia lirica che ci caratterizza. Poi però è necessario andare via, soprattutto in una fase storica come questa. Il fenomeno Pavarotti, per esempio, è scoppiato all'estero e quando rientrò in Italia era già una stella. In Italia il mondo dell'opera non è molto valorizzato, c'è un po' di crisi, mentre all'estero si stanno aprendo nuovi mercati e i giovani hanno più possibilità di emergere». Andare oltralpe non è una fuga dal Bel paese, ma un modo per abituarsi al mestiere e farsi conoscere. «Il nostro lavoro ci porta inevitabilmente a viaggiare continuamente. Io lavoro tanto tra l'estero e l'Italia, in Toscana non tanto sinceramente, credo per la situazione dei teatri lirici. Il mio andare oltre confine mi ha spinto a migliorarmi sempre di più».

A maggio Berrugi si esibirà al Teatro Regio di Torino dove interpreterà il ruolo di Edgardo in “Lucia” di Lammermoor. Nei mesi di giugno e luglio sarà al Teatro alla Scala insieme a Placido Domingo per Simon Boccanegra. Nel 2017 sarà a Covent Garden per un'opera di Strauss.

Sharon Braithwaite

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