Sicurezza
Benigni esalta la città: «Talmente bella che toglie il respiro»
Il premio Oscar alla Normale: la moglie Nicoletta Braschi e Andrea Renzi hanno letto alcuni brani di Beckett
PISA. «Questa è una città che toglie il respiro. Ieri ho fatto una passeggiata notturna con mia moglie e siamo rimasti estasiati». Con queste parole l’attore e regista premio Oscar, Roberto Benigni, ha descritto Pisa. Ieri pomeriggio Benigni ha accompagnato sua moglie, Nicoletta Braschi, alla Scuola Normale dove la talentuosa attrice ha letto alcuni brani di “Giorni Felici” di Samuel Beckett insieme al collega Andrea Renzi.
Benigni ha detto di visitare spesso Pisa. «Non mi muovo da qui. È una...». Una meraviglia? «Sì, una merav... ma mi lasci dire, non si può dare un giudizio su Pisa. É una di quelle cose che valicano... paradisiache». E tra Pisa e Firenze quale preferisce? «Ma lei vuole riaccendere vecchie competizioni», risponde tra qualche risata. Il comico ha un legame forte con la città. L’abbazia di San Zeno è stata il set de “Il Piccolo Diavolo” (1988) e alcune scene sono state girate nella Certosa Monumentale di Calci. «L’anno scorso mi hanno mandato tantissime mail sulla Certosa - commenta Benigni -. Eh anche la Certosa, che meraviglia che è, che bellezza».
Prima di accomodarsi in prima fila in Sala Azzurra, il celebre regista ha sottolineato: «Oggi non sono io il protagonista di questo evento spettacolare». Dopodiché ha accennato con soddisfazione all’inizio dei lavori di ristrutturazione alla Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno. «Era l’ora, finalmente!». Gli interventi di Braschi e Renzi sono stati preceduti dall’introduzione di Nadia Fusini, professore ordinario di critica letteraria e letterature comparate, e dalla lettura delle prime pagine di “Giorni Felici” da parte di due allievi di Fusini. Nicoletta Braschi e Andrea Renzi, attore di cinema e teatro e regista teatrale, stanno portando in scena da alcuni mesi “Giorni felici”, testo nella traduzione di Carlo Fruttero edita da Einaudi. Una pièce dei primi anni Sessanta in cui visione e scrittura sono tutt’uno e che vede protagonista una donna, Winnie, e il marito, Willie, in un monologo/dialogo allucinato e rivelatore della follia della condizione umana. «Nel primo impatto con questo testo ho notato la dettagliatissima partitura consegnata da Beckett al regista e all’interprete - dice Renzi -. Questo testo troppo spesso viene considerato un monologo. In esso invece si intreccia la storia tra Willy e Willy. È difficile da leggere, più complicato di tanti altri. Ogni interprete darà una sfumatura personale, diversa a questo personaggio, guidato dai minuziosi dettagli indicati da Beckett».
«Dettagli che fanno sentire l’attrice molto vicina all’autore, con cui si crea un rapporto molto stretto», ha aggiunto Braschi che con Renzi ha interpretato in maniera magistrale alcuni tra i brani significativi tratti dalla pièce. Un evento molto apprezzato dal pubblico in sala: tanti allievi, ma anche semplici appassionati e curiosi.
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