Il Tirreno

Pisa

Tutti solidali ma «questa vicenda evidenzia l’inadeguatezza del sistema di sviluppo»

Solidarietà agli operai della Carlo Colombo spa arriva da (quasi) tutte le forze politiche. Annunciate anche interrogazioni parlamentari e la presentazione di una richiesta per svolgere un consiglio...

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Solidarietà agli operai della Carlo Colombo spa arriva da (quasi) tutte le forze politiche. Annunciate anche interrogazioni parlamentari e la presentazione di una richiesta per svolgere un consiglio comunale all'interno del sito di Ospedaletto. «Condivideremo - sottolinea Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia-Pdl - ogni azione tesa alla salvaguardia dei posti di lavoro, diretti e dell'indotto, come abbiamo fatto con i bancarellai del Duomo».

«Siamo vicini a tutti i lavoratoti - aggiunge Elisabetta Zuccaro, capogruppo del Movimento 5 Stelle annunciando la presentazione di un'interrogazione parlamentare -, che pagano le politiche del governo Renzi. La crisi della Carlo Colombo smentisce i proclami di propaganda del governo e mostra la verità sulla crisi economica e occupazionale del nostro Paese». Una lotta, quella per la difesa dei posti di lavoro, che per Simonetta Ghezzani, capogruppo di Sel (che chiederà di svolgere una seduta del consiglio comunale nello stabilimento di via Bellatalla), è «aggravato dalla mancanza dell'ente Provincia».

Per Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc, «la situazione della Carlo Colombo mette ancora una volta spietatamente in luce l'inadeguatezza di un sistema di sviluppo che si traduce in ricchezza per pochi, spesso irresponsabili, mentre sfrutta senza controllo le risorse umane e ambientali. Chi paga sono sempre i lavoratori e le fasce più deboli: perdendo il lavoro, ma anche vivendo o lavorando in ambienti insalubri».

«La proprietà della Carlo Colombo è detenuta da banche e istituti finanziari per i quali il lavoro è solo una variabile dipendente dai loro profitti - criticano invece i Cobas esprimendo solidarietà agli operai della Carlo Colombo -. L'impegno delle istituzioni di aprire un tavolo istituzionale in Regione arriva con mesi di ritardo, dopo un anno trascorso in attesa di risposte e di un piano di rilancio rilevatosi poi di sola dismissione. Ben venga comunque l'impegno del Comune di Pisa e della Regione Toscana - conclude il sindacato di base -, ma servono fatti concreti e soprattutto la volontà politica di far pagare ai padroni la chiusura delle loro aziende sul territorio».

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