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Il sindaco: «Non è questa la soluzione»

Il sindaco: «Non è questa la soluzione»

Filippeschi tra i lavoratori: vi staremo accanto per dare visibilità alla battaglia

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PISA. «La soluzione ai problemi non può essere la cessazione dell'attività e la messa in mobilità di tutti i dipendenti». Così il sindaco Marco Filippeschi è intervenuto ieri mattina nello stabilimento della Carlo Colombo, dove si è recato per portare solidarietà agli operai e far sentire la vicinanza delle istituzioni.

«Ci attiveremo in tutti i modi possibili per seguire questa vertenza e stare accanto ai lavoratori - sottolinea il primo cittadino - dando visibilità alla loro battaglia per la difesa dei posti di lavoro e fiancheggiandoli nelle forme di lotta che decideranno di portare avanti. Nulla giustifica una dismissione del sito industriale, soprattutto dopo gli ultimi investimenti fatti». A pieno regime, la produzione dello stabilimento pisano della Carlo Colombo (i cui macchinari sono spenti dallo scorso gennaio) si aggirava tra le novecento e le mille tonnellate di rame al giorno (del valore di due-tre milioni di euro), con un importante indotto che impiegava quotidianamente almeno una ventina di persone (tra operai edili, elettricisti e carpentieri). La situazione di mercato, secondo la società, si è aggravata di anno in anno fino alla decisione finale di chiudere il sito di via Bellatalla. Dalle circa 94.000 tonnellate di rame lavorato nel 2010, la produzione nello stabilimento pisano è calato alle 67.000 del 2015. Presenti ieri mattina nel sito industriale anche l'assessore comunale al lavoro Giuseppe Forte e Gabriele Toti, consigliere alle politiche del lavoro della Provincia di Pisa, oltre ai rappresentanti sindacali Raimondo Feliciano e Marco Comparini della Fiom-Cgil, Claudio Garzotto della Fim-Cisl e Marcello Biasci della Failms-Cisal.

«È una crisi importante - sottolinea l'assessore Forte -, che coinvolge tante persone. L'amarezza è che queste difficoltà erano seguite da tavoli ministeriali, mentre la decisione è arrivata oltre i tavoli istituzionali. Seguiremo attentamente la questione, attivandoci anche con la Regione e il ministero e facendo il possibile per convincere la società a fare un passo indietro». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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