Il Tirreno

Pisa

“Daspo di piazza”, scattano i primi ricorsi

I sei diffidati pronti a rivolgersi al prefetto per chiedere l’annullamento della misura. Sabato un presidio

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PISA. Dalle mobilitazioni di piazza alle carte bollate. I sei diffidati ad accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, si preparano ad affrontare una battaglia legale per opporsi ai cosiddetti "Daspo di piazza", lo strumento che la questura ha usato, applicando le modifiche della legge 146 del 17 ottobre 2014 che prevedono l'estensione del Daspo anche per episodi che niente hanno a che vedere con lo sport, per punire le violenze che si sono registrate lo scorso 14 novembre durante la manifestazione contro la Lega Nord, intervallata da violenti scontri con le forze dell'ordine.

Altri due avvisi, che porteranno alla convalida di altrettanti Daspo, sono stati notificati per la manifestazione per il diritto all'abitare del 13 novembre scorso, conclusa con l'occupazione e il successivo sgombero dell'atrio di Palazzo Gambacorti. Lo scopo dei diffidati e del Comitato "No Daspo di piazza", nato all'indomani dell'emanazione degli avvisi di notifica dei provvedimenti, è quello di ottenere l'annullamento della misura. Il primo strumento che utilizzeranno sarà il ricorso gerarchico al prefetto «che ha l'autorità di annullare eventuali misure della questura». I sei Daspo sono diventati effettivi lo scorso mese. Alcuni dei manifestanti raggiunti dal provvedimento non potranno accedere in nessun stadio italiano, né straniero, per due anni. Altri per un anno. Non potranno inoltre percorrere strade limitrofe all'Arena Garibaldi, né frequentare la stazione ferroviaria nei giorni in cui si disputano le partite. Un percorso, quello di contrapposizione alla misura adottata dalla questura, che per il Comitato «deve coinvolgere più gente possibile».

«Questa vicenda - sottolinea il Comitato - non riguarda solo le persone colpite dal provvedimento, ma l'intera città di Pisa e tutto il Paese perché con questa misura le libertà di molte persone sono a rischio». Dopo aver promosso una raccolta firme, che ha ottenuto oltre 1.600 sottoscrizioni, il Comitato ha indetto un presidio sotto la prefettura per sabato prossimo alle 17. «Il prefetto cosa intende fare? Ascolterà la voce della cittadinanza?», si chiede il Comitato, che invita «tutte le persone che in questi mesi hanno preso parola contro i Daspo di piazza, firmato l'appello, partecipato alle iniziative o che semplicemente pensano che questa misura liberticida vada fermata», a partecipare al presidio. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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