Sicurezza
Operai in presidio per salvare il posto di lavoro
Con un fax l'azienda avverte i dipendenti: avviata la procedura per la chiusura dello stabilimento e la messa in mobilità di tutti i lavoratori
PISA. Striscioni e speranze. Si sono riuniti in presidio prima fuori ai cancelli chiusi e poi all’interno del sito produttivo di Ospedaletto i circa settanta operai della Carlo Colombo spa, l’azienda leader nel mercato nazionale ed internazionale dei semilavorati in rame che, tramite una comunicazione informale dell’Unione Industriale, ha dichiarato la scorsa settimana l’imminente chiusura dello stabilimento di via Bellatalla e la messa in mobilità di tutta la forza lavoro.
Numerosi striscioni di protesta sono stati affissi nella mattina di lunedì 2 maggio all’ingresso della fabbrica, all’interno della quale si sono riuniti i dipendenti e i rappresentanti sindacali della Fiom-Cgil, Fim Cisl e Failms Cisal. Solidarietà agli operai è stata portata anche dal sindaco Marco Filippeschi e dall’assessore comunale al lavoro Giuseppe Forte che si sono recati in fabbrica anche per concordare con i sindacati la linea da intraprendere per cercare di convincere la società a fare un passo indietro.
Tramite un fax arrivato in mattinata, la società ha informato i sindacati «dell’apertura di una procedura di riduzione del personale per cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento di Pisa che riguarderà tutti i dipendenti». Alla base della drastica decisione «motivi tecnici, organizzativi e produttivi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedi» e soprattutto «la crisi economica internazionale degli ultimi anni, che ne ha fortemente compromesso i risultati, in termini di volumi produttivi e di fatturato».
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