Il dolore
Telefonia, a fuoco di notte il ripetitore contestato
Il traliccio è stato danneggiato dal rogo divampato intorno alle 4 in via Falcone Probabile la causa accidentale. I residenti avevano protestato per l’impianto
PISA. Ripetitore in fiamme nel parco di via Falcone ieri mattina intorno alle 4.
Quella che per i vigili del fuoco sarebbe stata un’origine accidentale, probabile guasto elettrico, arriva a pochi giorni dalle proteste dei residenti, contrari alla presenza del traliccio per la telefonia mobile che garantisce la copertura del segnale.
Una collocazione, come accade in questi casi, contestata per la vicinanza alle case.
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, si è presentata anche una volante della polizia per un sopralluogo necessario dopo la segnalazione del rogo.
I pompieri hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l’area nel giro di un quarto d’ora.
Resta la diffidenza dei residenti per un ripetitore visto come una fonte di inquinamento elettromagnetico.
Nei giorni scorsi in una nota alcuni cittadini avevano segnalato la “nascita” del traliccio. Una denuncia polemica e carica di timori per la salute.
«Non sapevamo che ora le antenne della telefonia cellulare spuntano nottetempo come i funghi – si legge nel documento –. Ebbene ci siamo improvvisamente accorti che, dopo la prima antenna nel parco di via Falcone da cui trasmettono l'H3g e la Wind (anche se sul sito dell'Arpat risulta che trasmetta solo H3g e le ultime misurazioni delle onde elettromagnetiche risalgono al 2005), ora si è aggiunta un'altra antenna, apparentemente per la telefonia, proprio dietro la chiesa dei Testimoni di Geova, ovvero a circa 200 metri alla prima casa».
I residenti si chiedono «se l'Arpat, che interviene nel processo autorizzativo, ne sia a conoscenza, se abbia effettuato già delle misurazioni e se sia del tutto normale che sorga una seconda antenna ad una così breve distanza dalla prima. Comprendiamo che i soldi incassati dai Comuni sono un motivo più che valido per rilasciare concessioni a iosa nascondendosi dietro il ritornello nazionale "non e' stato scientificamente provato che le onde elettromagnetiche provochino i tumori". Ci vogliono tanti morti e circa 20 anni per arrivare a questa conclusione e comunque in un Tribunale della repubblica, prescrizione per grazia berlusconiana permettendo, non si potrà mai dimostrare il nesso di causalità con la morte di Tizio e Caio. Speriamo di esserci sbagliati, ma se così non fosse, vorremmo che il sindaco venisse ad abitare vicino a noi».
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