La protesta
Quelle targhe nei luoghi dove iniziò il futuro
PISA. Una giornata storica: è stata apposta una targa che ricorda l'attivazione del primo nodo di Internet in Italia, dove trent'anni fa aveva sede l'istituto Centro Nazionale Universitario di...
PISA. Una giornata storica: è stata apposta una targa che ricorda l'attivazione del primo nodo di Internet in Italia, dove trent'anni fa aveva sede l'istituto Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (Cnec) dell'ateneo pisano. Il 30 aprile 1986 a Palazzo Venera, dove oggi si trova il Centro Linguistico Interdipartimentale e il dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, fu condotto con successo l'esperimento del progetto Osiride. «Il merito di questo primo “ping” fu di Luciano Lenzini e del suo gruppo di ricerca che da anni lavorava a questo progetto. Non possiamo dimenticare il rettore di allora, Alessandro Faenza, che diede un notevole impulso alle ricerche - ha commentato Massimo Augello, rettore dell'Università di Pisa -. L'ateneo pisano nel lontano 1986 aveva già una storia alle spalle: negli anni '50 fu realizzata la prima calcolatrice elettronica pisana, il "padre" di tutti i calcolatori; c'era il laboratorio della Olivetti a Barbaricina. Nel '69 l'università pisana diede vita al primo corso di formazione di scienze dell'informazione. Siamo leader nel mondo di Internet delle Cose, abbiamo un solido futuro di fronte al noi».
Il direttore dell'area Cnr di Pisa Domenico Laforenza aveva 19 anni quando si iscrisse alla facoltà di Matematica e varcò per la prima volta la soglia del Cnec. «Nell'86 c'era un management, un solido gruppo di ricercatori che da anni studiava queste cose; e un contesto fertile che ha reso possibile la prima connessione Internet in Italia», ha detto Laforenza. «L'apposizione di questa targa suscita una grande soddisfazione in quelli che come me hanno lavorato a questo progetto - ha aggiunto Luciano Lenzini -. Nel '69 era era nata la rete Arpanet e il rettore di allora e Guido Torrigiani, direttore del Cnuce, videro in essa uno strumento potentissimo per fare ricerca in un settore all'avanguardia, ma anche per razionalizzare l'erogazione del calcolo scientifico in Italia». Il sindaco Marco Filippeschi ha sottolineato come la storia della scienza rappresenti l'identità di Pisa. «Questa tradizione pisana è da esempio per tutti e si fonda sul talento dei giovani. Dobbiamo investire anche oggi su persone capaci di costruire». Nel pomeriggio alla villa Federico Salutini in via del Capannone 24 a Barbaricina, all'ex sede della Divisione Elettronica Olivetti, è stata apposta una targa commemorativa per ricordare dove nacque il primo calcolatore elettronico italiano.
Sharon Braithwaite
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