La protesta
Investita sulle strisce, arredatore a giudizio per omicidio colposo
La vittima era la moglie dell’ex assessore provinciale Picchi Per la difesa dell’imputato coinvolta anche una seconda auto
PISA. Rinviato a giudizio per omicidio colposo l’automobilista che il 16 luglio 2015, stando all’accusa, investì, provocandone il decesso, sulla Tosco Romagnola, a Fornacette, Barbara Pierotti, 56 anni, moglie dell’ex sindaco di Calcinaia ed ex assessore provinciale, Valter Picchi.
Il gup, Giulio Cesare Cipolletta ha disposto il processo, accogliendo la richiesta del pm, Aldo Mantovani, per un 58enne di Cascina, professione arredatore, al volante della Mercedes protagonista dell’incidente mortale.
La donna, ricoverata in condizioni disperate a Cisanello, si spense il 19 luglio e la sua morte si trasformò in un gesto di estrema generosità con l’autorizzazione dei familiari alla donazione degli organi.
Marito, figlio e padre della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Valentina Abu Awwad, Amal Abu Awwad e Denise Amram, mentre l’imputato è assistito dall’avvocato Massimo Nitto e l’assicurazione Vittoria, citata come responsabile civile, è rappresentata dall’avvocato Marco Cagnetta. Prima udienza il 21 luglio davanti al giudice Eugenia Mirani.
L’incidente avvenne poco dopo le 20 all'ingresso di Casa Market a Fornacette, l'azienda dove Barbara Pierotti lavorava da almeno venticinque anni. Lei era a piedi e stava spingendo la sua bici sulle sbiadite strisce pedonali quando l’auto, condotta dall’arredatore, la centrò scaraventandola a terra.
Sulla presenza o meno di una seconda macchina coinvolta nello schianto ha speso le sue energie l’avvocato Nitto nel corso dell’udienza di ieri mattina. E rinnoverà in fase dibattimentale la richiesta di una perizia per fare chiarezza su un veicolo che avrebbe potuto urtare la donna, ormai a terra, causandone il decesso. Un’auto fermata e poi lasciata andare dai carabinieri perché priva di ammaccature.
Il corpo innaturale del pedone steso sull’asfalto, secondo la ricostruzione dell’avvocato, proverebbe il coinvolgimento di un secondo mezzo oltre alla Mercedes su cui cofano finì la donna battendo la testa su uno dei montanti. Spazio al dibattimento, per illustrare le ragioni di tutti, a partire dal 21 luglio. (p.b.)
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