Attenzione
A rischio i muretti a secco della campagna pisana
SAN GIULIANO. Sos muretti a secco del monte pisano. Sono da secoli monumento dell'architettura rurale, strumento difesa e salvaguardia contro frane e smottamenti, oltre che elemento caratteristico di...
SAN GIULIANO. Sos muretti a secco del monte pisano. Sono da secoli monumento dell'architettura rurale, strumento difesa e salvaguardia contro frane e smottamenti, oltre che elemento caratteristico di arredo. Un patrimonio da salvare. Spiega Cristiano Nizzoli, conosciuto e affermato olivicoltore di San Giuliano: «Il fenomeno dell'abbandono degli uliveti è cosa nota. Le aziende che producono olio sono sempre meno anche per gli elevati costi di produzione e le incognite legate alle sintomatologie e agli attacchi di mosca olearia. Con questa piaga la perdita legata al paesaggio sta diventando irrimediabile. Il bosco sta fagocitando le testimonianze dell'antica tradizione contadina inghiottendo oliveti e vigneti, sentieri e mulattiere».
I cinghiali escono di notte dai boschi alla ricerca di cibo e arano gli oliveti alla ricerca di tuberi di cui sono ghiotti. I muretti a secco, che si trovano sul loro cammino, subiscono danni che, se non prontamente riparati, indeboliscono la struttura che con il tempo collassa con un effetto domino, rendendo sempre meno agibile l'area coltivata e più difficile ogni operazione. L'eventuale riparazione o ricostruzione deve essere effettuata da mani esperti e capaci, non sempre facili da trovare, e che comunque rappresentano un ulteriore costo di produzione.
La Regione Toscana mette a disposizione, con il piano di sviluppo rurale, fondi destinati alla ricostruzione dei muretti a secco, ma le risorse sono scarse e poi vanno comparate alle effettive necessità. E dal momento che le risorse languono, ecco quindi l'opportunità di individuare prioritariamente, per finanziarne la manutenzione, i muretti a secco monumentali, situati in percorsi a sfondo turistico o didattico, in modo che possano deliziare lo sguardo di molti ed avere un ritorno in termini di rivalutazione paesaggistico-culturale. Più di un grido di dolore si alza per salvare almeno le migliori testimonianze dell'architettura rurale ancora esistenti. I muri a secco in alcune zone, ( Montemagno, Crespignano, Asciano), rappresentano un motivo paesaggistico di grande suggestione. Ma poi svolgono effettivamente una funzione importantissima in termini di difesa del territorio sul piano ideologico. Purtroppo il declino è nei fatti con sempre più muri a secco franati o sul punto di sgretolarsi.
Pierluigi Ara
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