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Pisa

Polizze con truffa, l’inchiesta si allarga

Polizze con truffa, l’inchiesta si allarga

Controlli su decine di premi pagati a un broker e non versati alla compagnia. Lui rassicura: «Clienti coperti, il problema è mio»

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PISA. Una goccia nel mare. La denuncia ai carabinieri di Marina di un cliente del broker assicurativo marinese accusato di aver incassato i soldi per due polizze, ma di non averli girati alla compagnia, non è isolata. Anzi, tutt’altro. Nelmare magnum delle posizioni scoperte monitorate da una primaria società assicuratrice con cui lavora il professionista è emerso che decine di casi sono pronti a rimbalzare nel codice penale tra truffa e appropriazione indebita.

Le indagini non sono ancora concluse del tutto e gli inquirenti si limitano a confermare la denuncia di un 75enne pisano che, dopo aver versato un assegno di 1.700 euro per due premi a copertura dei rischi - casa e auto - ha ricevuto una telefonata dall’assicurazione con cui l’operatore gli chiedeva conto del mancato rinnovo delle polizze. Il passaggio di denaro si era fermato al broker. E la conseguenza è stata la denuncia ai carabinieri contro il 62enne professionista marinese. Ma la tipologia della disavventura in cui è incappato il pensionato rischia di moltiplicarsi per decine di casi, nella migliore delle ipotesi solo a Marina sarebbero duecento le parti offese, senza considerare l’area viareggina dove il broker ha diversi interessi professionali.

Una pentola in ebollizione pronta a esplodere e a coinvolgere centinaia di clienti che pensavano di essere a posto con l’assicurazione e che, invece, rischiano di dover pagare di nuovo un premio già versato nelle tasche del professionista. Di sicuro mai girato alla casa madre a copertura di rischi e responsabilità su auto e altri beni, dalla casa alle attività imprenditoriali.

Il broker ieri mattina era nel suo ufficio. All’apparenza tranquillo e pronto a dare la sua versione dei fatti. E, soprattutto, a rassicurare i clienti che si sono fidati di lui o di chi lo ha sostituito nei mesi scorsi.

«So bene quello che sta succedendo – esordisce al Tirreno il broker –. Non voglio certo sottrarmi. Devo dire che per diversi mesi sono stato assente per motivi di salute. In questo lungo lasso di tempo l’attività è stata portata avanti da un amico. Non voglio scaricare su di lui le mie responsabilità. Diciamo che in molti casi sono state rilasciate le quietanze di pagamento senza incassare soldi. Mi sono informato con l’associazione di categoria e con il mio avvocato. I clienti stiano tranquilli. Dal momento che hanno la quietanza l’assicurazione li copre. Il problema a questo punto è mio nei confronti della compagnia».

Il professionista stima, a suo dire, in almeno 25.000 euro il “buco” da ripianare con la società la cui sigla compare nelle quietanze emesse a favore di clienti dai quali non ha, però, avuto un corrispettivo in soldi.

«Con la compagnia ho già iniziato un piano di rientro – spiega il broker –. Non lavoriamo più insieme e quello che manca nei versamenti mi sono impegnato a restituirlo poco alla volta. Una cosa tengo a ribadire. I clienti che hanno le quietanze sono coperti. Il contenzioso è solo mio con l’assicurazione». A qualche assicurato, tuttavia, le società hanno chiesto di saldare di nuovo il conto per rinnovare la polizza che già avevano pagato. Gli accertamenti delle forze dell’ordine, su delega della Procura, vanno avanti per analizzare centinaia di posizioni transitate nell’ufficio del broker marinese.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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