Finanza
«Non ci fermeremo alla zona rossa»
Forte mobilitazione contro il premier e «le sue politiche antipopolari». Corteo in partenza alle 8,30 davanti al Comune
PISA. Abbattere la zona rossa e arrivare a tu per tu con il premier Renzi per «urlargli in faccia il malessere che milioni di persone stanno vivendo a causa delle sue politiche antipopolari».
È l'obiettivo dichiarato dalla galassia di forze politiche e sindacali, movimenti, operai, lavoratori dei settori pubblici e privati, precari, disoccupati, sfrattati, collettivi studenteschi (medi ed universitari), associazioni, comitati di quartiere, antagonisti e centri sociali che domani porteranno in piazza centinaia e centinaia di persone in quella che si annuncia una maxi manifestazione contro il presidente del consiglio Matteo Renzi, atteso in città per i festeggiamenti del trentennale di Internet che si svolgeranno nei laboratori pisani del Cnr. Dalla scuola all'Università. Dalle fabbriche al lavoro pubblico. Dai risparmiatori truffati ai quartieri popolari. In piazza scenderanno i rappresentanti di ogni settore sociale e lavorativo, ognuno con le proprie rivendicazioni che confluiranno in un unico corteo che, dopo il concentramento sotto il Comune alle 8.30, partirà da piazza XX Settembre e attraverserà il centro cittadino per giungere alla sede del Centro nazionale di ricerche dove si prevede un ampio schieramento di forze dell'ordine e una sorta di zona rossa che renderà inaccessibile il Centro di via Moruzzi.
«Una giornata di mobilitazione organizzata per durare a lungo» promettono le decine di sigle che hanno promosso il corteo. «Non andremo via finché non riusciremo ad entrare e a parlare con Renzi - proseguono -. Non accetteremo festeggiamenti, Pisa non sarà il teatrino dell'ennesima passerella politica: Renzi deve parlare con gli operai, i precari, gli studenti, i residenti dei quartieri popolari, che sono stufi di un governo antipopolare che salva le banche a scapito di milioni di lavoratori e persone oneste, vittime delle politiche di questo governo».
Il corteo attraverserà Ponte di Mezzo, lungarno Mediceo (dove alla manifestazione si riunirà anche il collettivo universitario Exploit che si ritroverà in presidio in largo Pontecorvo), via del Borghetto, via Gioberti e via Garibaldi, fino a giungere nei pressi del Cnr dove incontrerà i lavoratori del Centro nazionale di ricerche che dalle 9 incroceranno le braccia nell'ambito dello sciopero regionale di quattro ore indetto dall'Usb per tutto il comparto della ricerca (Università comprese) e si riuniranno in presidio tra via Don Bosco e via Riminaldi.
«Una mobilitazione dei lavoratori e dei precari della ricerca - sottolinea il sindacato di base - che, insieme ai tanti soggetti colpiti dalle politiche lacrime e sangue di un governo eletto da nessuno, scenderanno in piazza per contestare Renzi ed il suo esecutivo».
SiCobas ha inoltre proclamato uno sciopero provinciale del settore privato per l'intera giornata «contro il Jobs Act, la deregolamentazione del mercato del lavoro, l'abolizione dell'articolo 18 e l'uso dei voucher, attraverso i quali - accusa il sindacato di base - il governo sta promuovendo una sorta di lavoro nero legalizzato».
Revocato, a causa dell'intervento della Commissione di garanzia, lo sciopero indetto dai Cobas, che invitano comunque i lavoratori «a prendere ferie e permessi e partecipare alla mobilitazione contro Renzi e il suo governo». Al corteo parteciperà anche l'associazione "Vittime del Salva-Banche".
Previsto l'arrivo di due autobus da Arezzo e uno da Empoli di risparmiatori "truffati" dagli istituti di credito e beffati dal cosiddetto decreto “Salva Banche”. Alla manifestazione aderiranno anche delegazioni di lavoratori dei settori pubblici e privati di tutta la Toscana, degli operai della Piaggio e una rappresentanza di precari dell'Istat di Roma.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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