Proteste
L’intervento salta, la sala operatoria è piena
L’odissea di un paziente all’ospedale di Pisa, preparato per l’operazione è stato rimandato a casa
PISA. «Maledetta sanità», conclude la denuncia social. In poche parole lasciate alla sua pagina Facebook, Raffaello Melossi, di Massa Marittima, ex campione italiano di pattinaggio artistico, racconta tutta la rabbia per quello che è capitato a suo padre, anche lui massetano. Racconta una storia di quelle che può essere tranquillamente definita malasanità, in cui un uomo che ha subìto un intervento sbagliato parte con regolare appuntamento alla volta dell’ospedale di Pisa, lontano oltre 200 chilometri da casa sua, per poi essere rimandato indietro perché in sala operatoria non c’è più posto. «Possibile che nessuno abbia tenuto conto del viaggio che siamo stati costretti a fare?», si chiede il figlio.
Questa storia viene ripercorsa passo dopo passo sul social network, a cui Melossi affida il suo sfogo. «Maledetta sanità». E la storia parte dall’anno scorso, quando il padre dell’ex campione viene sottoposto ad un primo intervento ai reni, ma qualcosa - dice il figlio - non va nel verso giusto. Tant’è che secondo i medici si rende necessario un secondo intervento per «riparare i danni causati dal precedente intervento non correttamente eseguito», usando sempre le parole di Raffaello.
I mesi intanto volano via dal calendario ma alla fine viene fissata la data per questa operazione: è per il 21 aprile nel reparto di Nefrologia dell’ospedale di Pisa. L’uomo insieme ai suoi familiari organizzano la trasferta e il giorno fissato per l’operazione partono verso Pisa quando è ancora l’alba, in modo da arrivare puntuali all’importante appuntamento. «Siamo partiti alle 5 da Massa Marittima» spiega Raffaello sul social. Tant’è che alle 7 la famiglia è già nel reparto. Qui gli infermieri iniziano a preparare l’uomo per l’operazione: lo depilano, gli infilano il camice e gli dicono di tenersi pronto e attendere il suo turno. Lui aspetta, così come la sua famiglia, ma non torna nessuno a chiamarlo: passano diverse ore, fino a quando, verso le 14, arriva una dottoressa spiegando che l’operazione dovrà essere rimandata. Perché? «Lo hanno rimandato a casa perché non c’è più posto» continua il figlio. Non c’era più posto in sala operatoria, nonostante l’appuntamento, la preparazione e l’attesa, senza contare le condizioni non proprio ottimali del paziente.
I familiari allora hanno provato a far tornare i medici sulla loro decisione, visto quanto già passato e i disagi che uno slittamento avrebbe comportato, ma non c’è stato nulla da fare: il massetano è dovuto tornare a casa con un nulla di fatto e ora attende una nuova data per l’intervento, sperando che questa volta sia quella buona. «Un calvario» riassume tutto in un’unica parola il figlio.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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