Sicurezza
L’addio a Gege nel cimitero di Ghezzano
Oggi alle 16 la partenza del corteo funebre dalle cappelle dell’ospedale Santa Chiara
PISA. Un addio laico. Niente funerale in chiesa per Daniele Natali, Gege, il 35enne tifoso del Pisa che nella notte tra sabato e domenica il destino ha deciso di strappare nel sonno all’effetto dei suoi cari e a un esercito di amici spiazzati e scossi per una morte improvvisa e senza un perché apparente.
L’ultimo saluto a Gege verrà portato oggi al cimitero di Ghezzano. Alle 16 ritrovo alle cappelle del Santa Chiara dove la salma del 35enne si trova da domenica pomeriggio. Poi il corteo funebre, in auto, raggiungerà il camposanto ghezzanese per la tumulazione del corpo. E qui, chi lo vorrà, potrà dedicare un ricordo a Daniele. Un’orazione funebre per raccontare il dolore di una perdita e fissare nella memoria di chi resta il piacere di aver conosciuto un tipo speciale come Gege.
Marco è il fratello maggiore di Daniele: «Gli mandano un saluto i suoi nipotini Sara e Matteo, i miei figli che volevano un mondo di bene al loro zio».
Ieri mattina all’istituto di medicina legale il dottor David Forni, su incarico del sostituto procuratore, Flavia Alemi, ha eseguito l’autopsia. Entro sessanta giorni i risultati saranno trasmessi al magistrato che si occupa del caso.
«Tutti vogliamo sapere perché morto Gege» sottolinea il fratello. Non è emersa una causa evidente per il decesso. E, quindi, è necessario conoscere gli esiti degli esami istologici e tossicologici. Una prassi che, quando si muore a quell’età, diventa quasi un obbligo morale verso i familiari.
La mamma e la nonna di Daniele hanno avuto un malore e sono state sedate in ospedale. Uno strazio troppo grande da dover sopportare.
Le decine di messaggi postati sulla bacheca di Facebook di Daniele sono il termometro di un’amicizia che non era solo virtuale, come spesso avviene con i social.
Il Pisa, certo, era il fulcro della sua vita non solo sportiva. Una condivisione, quella per il tifo nerazzurro, che era anche la sua identità fuori dallo stadio.
Quel “camooon” in slang pisano era la colonna sonora della sua esistenza, giocosa, generosa. Un sorriso per tutti e sempre “Forza Pisa”. Addio Gege.(p.b.)
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