Il Tirreno

Pisa

S. Croce in Fossabanda, s’allungano i tempi

S. Croce in Fossabanda, s’allungano i tempi

Da ex albergo a studentato. La protesta di “Sinistra Per...”: altri 7 mesi per avere i documenti richiesti

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Ci vorranno almeno altri sette mesi per produrre la documentazione chiesta dall'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu) per completare il passaggio dell'ex albergo di proprietà comunale di Santa Croce in Fossabanda e adibirlo a residenza per studenti universitari.

A denunciarlo sono gli attivisti di “Sinistra Per...” all'indomani della Conferenza Università e Territorio (Cut) che si è tenuta mercoledì scorso con all'ordine del giorno le residenze universitarie inutilizzate ed in particolare l'ex struttura ricettiva per la quale una delibera di giunta prevede la concessione temporanea per le esigenze del diritto allo studio universitario per un periodo massimo di cinque anni, fermo restando la decisione del consiglio comunale del 2010 di procedere alla vendita del complesso immobiliare.

La struttura, pur restando sul mercato, sarà concessa all'Ardsu che lo utilizzerà in attesa di completare gli altri progetti che andranno ad incrementare il numero di posti letto per gli studenti (San Cataldo e Paradisa). L'iter del passaggio si è però arenato sulla richiesta dell'Ardsu di entrare in possesso della documentazione tecnica per predisporre un progetto dei lavori di manutenzione straordinaria di cui necessita l'immobile, i cui costi saranno poi detratti dal canone di concessione (circa 225.000 euro, di cui 95.000 a carico dell'Ardsu e il restante coperto da Ateneo e Palazzo Gambacorti). Parte dei documenti sono stati consegnati, l'altra - come ammesso dal Comune - non esiste, in quanto negli anni scorsi non erano necessari.

«Nella Cut - spiega “Sinistra Per...” - è stata prospettata una perizia tecnica per fine maggio che dovrebbe portare all'apertura di un bando per la realizzazione della documentazione. Non capiamo perché questa operazione non è stata avviata prima e rimaniamo scettici per il futuro. Il Comune, forse sta prendendo tempo in attesa di un compratore a cui vendere l'immobile che, con 90 posti letti, sarebbe un palliativo all'emergenza abitativa studentesca (circa 1.500 borsisti senza alloggio)».

Dopo la perizia, occorreranno circa sei mesi per completare l'iter. «Da anni - accusa Tiziana Nadalutti di “Una città in comune-Prc” - chiediamo informazioni sull'operazione, ma non riusciamo ad avere risposte certe né capire quali sono le vere intenzioni del Comune». «Fossabanda e Paradisa - conclude Ettore Bucci, coordinatore di Sel Pisa - rappresentano alcuni dei casi più eclatanti di patrimonio pubblico abbandonato e non fruibile della cittadinanza».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa