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Pisa

Rettorato, il rinvio del voto spacca il fronte dei candidati

di Mario Neri
Rettorato, il rinvio del voto spacca il fronte dei candidati

Tulli e Iannaccone: «Il voto sarà condizionato dal pacchetto assunzioni di Augello» Ma Aquaro e Mancarella ringraziano: «Così più tempo per la campagna elettorale»

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PISA. Se n'è parlato nell'ultima seduta del Senato accademico e sarà uno dei temi centrali del prossimo Cda giovedì. Vedi alla voce: manovra espansiva, reclutamento docenti. Massimo Augello aveva promesso un'infornata di almeno 100 nuovi prof a fine anno, con il via al bilancio di previsione, e non ha intenzione di rinunciarci. «Una mossa per condizionare il voto», dicono due dei candidati in corsa alla successione. Per questo la decisione del decano Giuseppe Volpe di rinviare di due settimane l'elezione del nuovo rettore dell'Università di Pisa divide i competitor, che si affronteranno in un faccia a faccia domani alle 15 a Matematica.

Programmato inizialmente per il 24 maggio, il primo turno si terrà fra il 6 e il 9 giugno. «Bene così, ora avremo il tempo per un vero confronto», dicono Donato Aquaro, direttore di Ingegneria civile, e Paolo Mancarella, l’informatico considerato l'erede di Augello. «Un rinvio strumentale», attaccano invece Mauro Tulli e Giuseppe Iannaccone, il primo a capo di Filologia, letteratura e lingue, il secondo prof di Ingegneria dell'Informazione. «Ancora una volta un'argomentazione tecnica per giustificare una decisione evidentemente politica», dice Iannaccone. Il riferimento è all'iter indicato dal direttore generale Riccardo Grasso nella mail con cui l'ateneo dava conto ai candidati di aver ottenuto il via libera dal Cineca per il rinvio. Il consorzio gestisce la raccolta dei dati informatici per ogni concorso o elezione. Per potersi appoggiare ai suoi servizi ogni ateneo deve prenotarsi. Dunque, era il messaggio in filigrana di Grasso, la data di giugno è quella resa disponibile dal Cineca. Non un caso, visto che i candidati, anche con l’appoggio di un appello firmato da 32 docenti di ogni area, avevano chiesto di rimandare a settembre per distanziare il voto dall’effetto “motivante” che avrebbe avuto il pacchetto assunzioni voluto da Augello sugli elettori.

«È chiaro a tutti che è in atto una manovra espansiva che interferisce con il calendario elettorale - continua Iannaccone - Ma io continuo a proporre la mia visione alternativa di un'università forte, inclusiva e dinamica». Ringrazia il decano invece Aquaro: «Così potremo trattare con maggiore dettaglio i temi più importanti che agitano l’ateneo. Credo che sulla sua decisione abbia pesato l’ingorgo elettorale che ci aspetta nel semestre con l’elezione dei membri del senato e dei nuovi direttori». Un’argomentazione che non convince Tulli. «Il brevissimo rinvio non soddisfa l'esigenza di un reale confronto» e «comprime» i tempi «fra primo e secondo turno». «Ci attende una scelta netta fra un rettore in continuità e un rettore che sappia prospettare politiche innovative. Solo una campagna elettorale ampia, ben separata dalla manovra di assunzione o di promozione del personale, consentirà di riflettere sulla base di opinioni stabili e motivate e non strumentali». Laconico Mancarella: «A me andavano bene anche i tempi stabiliti prima. L’autonomia del decano va rispettata sempre. Così avremo un po’ più di tempo per raccontare i programmi, bene visto che sono stato l’ultimo a scendere in campo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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