La manifestazione
Il primo 25 aprile senza Vecchiani
La cerimonia cittadina è stata dedicata al presidente dell’Anpi scomparso il 7 maggio del 2015
PISA. Pisa ha festeggiato il 71esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, per la prima volta senza la presenza di uno dei protagonisti più importanti della resistenza pisana come il presidente dell'Anpi Giorgio Vecchiani, scomparso il 7 maggio scorso, a cui è stato dedicato questo 25 aprile. Dopo la deposizione di una corona sotto la lapide davanti all'ingresso del Comune che onora Pisa con la medaglia di bronzo al valore militare per la resistenza, si è svolta una cerimonia nel grande atrio di Palazzo Gambacorti. L'assessore Marilù Chiofalo ha ricordato come alla resistenza sia legata anche la figura delle donne in Italia, nell'anno in cui si celebrano i 70 anni del diritto al voto. Il sindaco Marco Filippeschi ha ricordato il ruolo di Vecchiani nella resistenza e nella nostra città: «Una vita passata a difendere i valori fondanti dalla resistenza. Vecchiani nel 1943 entra giovanissimo nella formazione partigiana Nevilio Casarosa. Dopo la liberazione Vecchiani si iscrive al Pci ricoprendo numerosi incarichi istituzionali con la capacità di spendersi per gli altri cercando di risolvere i problemi dei cittadini. Tra i tanti incarichi quello di segretario all’alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo». Per Vecchiani un grande impegno anche nel sociale con la cooperativa Don Bosco e la Pubblica Assistenza. Filippeschi ha spiegato come grazie a partigiani come Vecchiani la celebrazione del 25 aprile guardi sempre alle generazioni future: «Coltivare la memoria vuol dire difendere anche i valori della nostra costituzione. A me fa paura quello che è accaduto in Austria con la vittoria dell’estrema destra. Un colpo alla già fragile unità dell’Europa».
Il sindaco ha citato anche gli articoli 7 e 8 della carta costituzionale: «È gravemente sbagliato opporsi alla costruzione di un luogo di preghiera per la religione islamica. Pisa è città di tante chiese e ha nella tradizione il rispetto delle differenze. Tutto ovviamente va fatto nelle regole».
C'è anche un nuovo modo di conservare e difendere la storia ed è il Memory sharing. L'associazione Acquario della Memoria, rappresentata da Sonia Cerrai, ha voluto omaggiare la resistenza con un breve video girato lo scorso anno e proiettato con una cinecicletta. Oltre a quella di Giorgio Vecchiani, le testimonianze di Giuliano Filidei, Mirella Vernizzi, Duilio Cordoni e Osiano Noccioli.
In sala molta commozione. In chiusura anche un breve discorso del nuovo presidente Anpi Bruno Possenti: «Ricostruire la memoria per ricordare i tanti giovani morti per liberare il paese. La Costituzione sintetizza e codifica i principi che hanno animato la lotta di liberazione».
Sono state poi consegnate due tessere onorarie ai familiari di Paolo Barachini e Cesare Salvestroni, uccisi all'inizio della lotta di liberazione. Il prefetto di Pisa Attilio Visconti ha quindi consegnato le medaglie alle famiglie o direttamente ai partigiani ancora in vita.
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