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Pisa

Addio a Gianfranco Borghini, patron della Ets

Addio a Gianfranco Borghini, patron della Ets

Si è spento all’età di 90 anni il fondatore della casa editrice. Domani il funerale alla chiesa di San Nicola

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PISA. È morto nella notte tra sabato e domenica Gianfranco Borghini. Si è spento all’età di 90 anni il “capostipite” della Ets edizioni, la casa editrice pisana diventata negli anni un punto di riferimento della cultura e della genialità pisana. «Dopo una lunga malattia Gianfranco ci ha lasciati stanotte - ne danno notizia i responsabili Ets sul profilo della casa editrice. La salma è esposta al cimitero della Misericordia in via Pietrasantina. Il funerale si svolgerà martedì 26 aprile alle 15 presso la chiesa di San Nicola, via Santa Maria».

Le Edizioni Ets sono la reincarnazione - come scriveva Michele Feo in un saggio per “Belfagor” del 2001 - dell’Editrice Tecnico-Scientifica nata nel 1961. Il patriarca, Gianfranco Borghini, faceva il segretario, l’economo e tutto il resto al “Pacinotti”, il collegio costruito a imitazione della Normale per le facoltà di Ingegneria, Economia e Agraria, poi diventato Scuola Sant’Anna.

«Cominciò - scrive Feo - come certi rinascimentali bidelli di Sapienza, che stando accanto ai professori, finivano per essere presi dal desiderio di pubblicare e perfino materialmente stampare i libri. Aveva in casa una donna, vera ape operaia, che aveva lavorato all’età di 16 anni nell’Editrice Vallerini di Pisa». Quando la Vallerini chiuse, i coniugi Borghini fondarono l’Ets. Di acqua, in mezzo secolo, ne è passata tanta. Ma la dimensione dell’azienda è sempre rimasta artigianale, anche al tempo in cui impazzano i computer. Da via Croce, la seconda sede è stata piazza Torricelli, davanti alla facoltà di Fisica. Infine l'Ets è approdata in piazza Carrara. «In un mondo - annotava Feo - in cui l’editore è ormai uno stampatore a prezzi maggiorati, l’Ets produce libri buoni, ma non lussuosi, a prezzi contenuti e concorrenziali. Non corre certo avventure, si appoggia e confida nei finanziamenti dell’Università e dei più colorati centri di ricerca; perché non si può per un colpo di genio donchisciottesco, in una città che ha 120 copisterie, mandare a monte anni di sacrifici e la prospettiva di lavoro e di vita di famiglie».

«La scomparsa di Gianfranco Borghini mi addolora ed esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia - scrive in una nota il deputato questore ed ex sindaco di Pisa Paolo Fontanelli -. Con Borghini ho avuto il piacere di condividere momenti durante i miei mandati da primo cittadino. Ne ricordo volentieri il profilo di imprenditore caratterizzato da una grande vivacità creativa e di profondo amante della nostra città. Ha dato molto a Pisa e all’editoria scientifica e di storia locale pisana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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