Toscana
Nuove tecnologie anti-corruzione
Introdotte ulteriori misure per potenziare le attività ispettive
PISA. Nuove tecnologie per potenziare i controlli, una migliore programmazione delle attività ispettive, più indicatori di qualità nella progettazione di opere pubbliche. Sono alcune delle misure contenute nell’aggiornamento del piano anti-corruzione del Comune. Da una parte i rischi connessi alle infiltrazioni mafiose, dall’altra la nuova frontiera delle truffe con i casi delle fidejussioni tossiche. Ecco dunque che si rende necessario alzare barriere più efficaci, per andare oltre i casi di ordinaria amministrazione.
La legge. Il Piano triennale di prevenzione della corruzione (Ptpc), introdotto dalla legge “anticorruzione” 190/2012, è lo strumento con cui l’amministrazione, attraverso l’analisi dell’organizzazione e del suo funzionamento, individua e misura il rischio di esposizione a fenomeni corruttivi e predispone azioni mirate. Il piano è proposto dal responsabile della prevenzione della corruzione, nominato dal sindaco (nel caso del Comune di Pisa è il segretario generale) e, come prevede la legge, deve essere aggiornato annualmente.
I risultati. Il punto è stato fatto dal sindaco Marco Filippeschi, dall’assessore Marilù Chiofalo e dal segretario generale Marzia Venturi. Sono stati forniti alcuni dati. Nel 2014, ad esempio, i controlli a campione sono stati 103: 69 positivi e positivi con rilievi, 34 negativi. Lo scorso anno, nei primi due quadrimestri, i controlli a campione sono stati 49: 33 positivi e positivi con rilievi, 16 negativi. «In nessun caso sono stati ravvisati comportamenti illegittimi, semmai errori di carattere procedurale», dicono gli amministratori. Le principali criticità emerse hanno riguardato il frequente ricorso alla procedura negoziata o all’affidamento diretto di lavori («ma per importi complessivi decisamente inferiori a quelli relativi ai grandi appalti», sottolinea Venturi) e la poca chiarezza nella selezione degli incaricati esterni.
Le nuove misure. Sono otto gli elementi di miglioramento che saranno inseriti nel nuovo piano 2016-2018 che, come spiega Marilù Chiofalo, «saranno oggetto di un percorso partecipato, anzitutto con il coinvolgimento dei Ctp». Si comincia dall’utilizzo di nuove tecnologie per potenziare i controlli, in particolare con l’acquisizione del software dalla Camera di Commercio per incrociare le banche dati sulle aziende e far emergere potenziali criticità. Ulteriori sistemi di partecipazione per facilitare la raccolta di segnalazioni. E poi l’estensione del sistema informativo alla società Apes, l’aumento di indicatori di qualità in materia di progettazione di opere pubbliche, l’estensione degli elenchi degli operatori economici ad ulteriori settori relativi a lavori pubblici, il potenziamento delle modalità di controllo sugli incarichi conferiti dall’ente (soprattutto sul tema dei potenziali conflitti di interesse), una migliore programmazione delle attività ispettive (specialmente in campo edilizio e commerciale), l’aggiornamento dei regolamenti anche sulla base delle novità normative. La bozza di piano sarà pronta a fine maggio.
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