Sicurezza
«Lascio il Pd: non riconosco più il partito»
Gaetano Magliano si è dimesso da consigliere del Ctp4 e da membro dell’assemblea comunale
PISA. «Dopo aver già comunicato al presidente del Ctp4 le mie dimissioni da consigliere, quindi anche da capogruppo, con la presente vi faccio partecipi della mia decisione di chiudere la mia lunga esperienza di militante e di tesserato del Partito Democratico, dimettendomi anche da membro dell’assemblea comunale». E’ l’inizio della comunicazione ufficiale di Gaetano Magliano, a questo punto ex Pd ed ex componente dell’assemblea comunale.
«Oggi purtroppo il Partito Democratico non è più quello che, quasi 10 anni fa e nel mio piccolo, ho contribuito a fondare - scrive Magliano nelle sue motivazioni-. Ovviamente negli anni tutto può cambiare, ma il cambiamento deve essere positivo e costruttivo; invece, siamo di fronte ad una vera e propria mutazione nei valori fondanti il Pd». Un partito, l’attuale secondo Magliano, «che azzanna i lavoratori, gli studenti, i pensionati e il sindacato, ma si inchina alle banche, alle lobbies, ai poteri forti, agli industriali. Sta attuando le politiche mancate dal centrodestra di Berlusconi, per tanti anni avversato».
L’ex consigliere critica una serie di mosse e decisioni del partito, iniziative che hanno spostato «pericolosamente ed inesorabilmente il proprio asse - scrive - prima al centro, poi verso destra».
«Qualcuno - prosegue - potrebbe accusarmi di essere affetto di antirenzismo acuto. Non lo nego. Ma non perché la mozione che ho sostenuto in seno all’ultimo congresso ne è uscita perdente (mi è già successo quando vinse Bersani, riconoscendolo quasi subito come segretario anche mio, un uomo che lavorava per unire e non per dividere). Mi sento naturalmente opposto al modo di intendere partito e rapporti con le cosiddette minoranze di Matteo Renzi».
«Non lascio nell’indifferenza - si legge ancora -. Era anche casa mia. Amici e compagni con i quali ho vissuto momenti di discussioni (spesso anche aspre), di dibattiti, di organizzazioni delle Feste, di servizio alle Feste, di cammino verso elezioni, di notti passate in attesa di risultati. Tutto questo non c’è più. Le Feste vivono ancora grazie al lavoro di alcuni circoli di periferia; la Federazione non “respira” più. I circoli, almeno il mio, sono diventati per lo più dei semplici comitati elettorali».
«Voglio ringraziare - conclude Magliano - la maggior parte di amici e compagni, ma in particolare voglio dire grazie a chi mi ha supportato, sopportato, dato consigli e offerto opportunità di esperienze politiche: Mario Montrone, Ivan Ferrucci, Anna Romei, Francesco Nocchi, Andrea Ferrante, Cristina Conti, Stefano Fabbri, Massimo Rosoni, Teresa Rotondo Dottore, Sandro Gallo, Juri Dell’Omodarme, Paolo Fontanelli».
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