Sicurezza
Roghi a Coltano, più controlli
L’Ente Parco in passato aveva sanzionato gli autori e segnalato i fatti alla procura
PISA. L'Ente Parco aumenterà i controlli nel campo adibito a discarica abusiva a Coltano, a pochi passi dalle villette rom costruite dal Comune nel 2010 con fondi europei. L'obiettivo è ottenere prove da presentare in Procura, affinché vengano individuati i responsabili di roghi illeciti di rifiuti. Questo reato è stato introdotto nel 2014 dal decreto legge sulla Terra dei Fuochi, l'area campana a cui il direttore del Parco Andrea Gennai ha paragonato l'area coltanese delimitata dalla ferrovia, l'autostrada A12 e la stazione di Tombolo.
È poco più di un ettaro di terreno, di proprietà comunale e all'interno del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, dove da anni vengono appiccati fuochi a scarti di ogni tipo, automobili ed elettrodomestici. «Negli anni passati il Parco ha sanzionato vari soggetti e inoltrato le proprie informative alla Procura della Repubblica. Non sappiamo se poi sono state svolte indagini in merito. So che i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato alcune persone, ma ciò non ha impedito il verificarsi di altri episodi di smaltimento illecito di rifiuti. Ormai sono all'ordine del giorno - dice Gennai -. Oggi il sistema giudiziario e carcerario non produce un vero e proprio effetto deterrente. Per questo richiederemo alle autorità competenti una strategia di collaborazione, così come offriremo la nostra come da anni facciamo. Nei prossimi giorni tenteremo comunque di dare un segnale forte, il Parco non può tollerare questa situazione». Gennai annuncia che l'Ente che dirige incrementerà la vigilanza in maniera più sistematica e ribadisce quanto riportato dal Tirreno venerdì 22. «Bruciare rifiuti di ogni tipo causa inevitabilmente una contaminazione del terreno: di sicuro ci sono sostanze tossiche, come quelle rilevate alla Bigattiera - aggiunge Gennai -. Basta osservare il terreno per rendersi conto della situazione». In effetti, anche un occhio non esperto può notare lo scempio in atto da troppo tempo. Basta consultare le immagini satellitari di Google Earth e fare un salto indietro ai primi anni 2000. I primi scarichi abusivi di rifiuti risalgono al 2004 e si trovano al confine con la pineta. All'epoca c'era ancora il campo rom abusivo. Nel 2006 la distesa di rifiuti aumenta notevolmente: dal satellite si osservano i primi punti neri, i resti di focolai. La situazione peggiora fino al 2010, anno in cui furono consegnate le villette e fatte alcune bonifiche. Le immagini del 2013 mettono in evidenza il terreno è arso, secco, grullo; si vedono delle vetture abbandonate e i segni del loro passaggio sulla terra. Lo scenario infernale che si vede oggi. (s.b.)
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