Italia
La città è pronta ad abbracciare la sua amata chiesa
Entra nel vivo la campagna “Sostieni San Paolo” lanciata da Unicoop per aiutare l’arcidiocesi nell’opera di restauro
PISA. Entrerà ufficialmente nel vivo a partire dal primo maggio la campagna “Sostieni San Paolo”, di cui è partner anche Il Tirreno, l'iniziativa di mecenatismo culturale promossa da Unicoop Firenze per aiutare l'arcidiocesi pisana nel restauro del cosiddetto “duomo vecchio” della città. Intanto, l'entusiasmo dei soci della cooperativa è già palpabile: in molti, infatti, hanno aderito alle prime visite guidate organizzate da Unicoop Firenze e gestite dall'arcidiocesi, che permettono non solo di toccare con mano i lavori di restauro in corso nella chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, ma anche di conoscere la storia di questo e di altri importanti monumenti cittadini, grazie ad un contributo di 10 euro da destinare alla campagna. Da maggio a ottobre, la raccolta fondi si farà anche all'interno dei punti vendita, «non solo in quelli pisani – precisa la presidente della sezione soci di Pisa, Barbara Cappelletti – ma in tutto il comprensorio di Unicoop Firenze», attraverso la donazione dei punti socio e l'acquisto di prodotti dell'area pisana, di borse spesa riutilizzabili e del libro sulla storia della chiesa edito da Pacini Editore. Le iniziative continueranno poi per tutto il corso dell'estate, con cene, concerti e spettacoli teatrali.
«Solo ad ottobre conosceremo il risultato, ma confido in una partecipazione numerosa, come è stato l'anno scorso per Firenze», ha commentato Cappelletti facendo riferimento alla campagna “Abbraccia il Battistero”, che ha permesso di raccogliere ben 250mila euro. Un modello già collaudato, dunque, per finanziare il recupero di un bene prezioso, molto amato dai pisani, «attraverso un meccanismo che spinge le persone a partecipare alla vita collettiva della città, e permette loro di ricostruire con essa legami di appartenenza», come sottolineato dalla presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, Daniela Mori, in occasione dell'assemblea consultiva di presentazione del bilancio 2015, tenutasi mercoledì sera agli Arsenali Repubblicani. Nello stesso contesto è intervenuto anche l'economo diocesano don Francesco Barsotti, il quale ha rimarcato le condizioni critiche in cui versa la chiesa di San Paolo, chiusa ormai dal 2012. L'edificio, infatti, si sta lentamente inclinando verso il fiume, sulla cui sponda (o ripa, come dice il nome stesso) venne costruito prima dell'anno 1000. «Proprio il fatto di sorgere sull'arenile, che rende la chiesa così bella e caratteristica, è anche ciò che ne determina la mancanza di stabilità per la quale siamo costretti a intervenire», ha spiegato don Barsotti. Un'operazione non semplice e molto costosa, che richiederà ben due anni di lavori, al termine dei quali San Paolo non avrà perso la sua inclinazione, ma sarà quantomeno al sicuro dal rischio di crollo. «Desidero ringraziare in anticipo tutti i soci che parteciperanno alla raccolta fondi, così come coloro che in questi giorni ci stanno contattando per offrire il proprio contributo». «Sono molto contento che vi sia questo fiancheggiamento – ha chiosato il sindaco Marco Filippeschi – testimonianza dell'interesse vivo dei cittadini. Da parte nostra, abbiamo preso l'impegno di curare il restauro della Cappella di Sant'Agata, retrostante San Paolo, nonché della piazza della chiesa, affinché questo importante patrimonio ritorni alla città».
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