Il Tirreno

Pisa

No alle telecamere, i controlli negli asili si fanno a sorpresa

di Francesco Loi
No alle telecamere, i controlli negli asili si fanno a sorpresa

Incontro tra Comune, genitori ed insegnanti di nidi e materne sul piano proposto dalla giunta dopo il caso dei maltrattamenti

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PISA. «No alle telecamere negli asili». Non è stato un no netto, ma nemmeno il coro di richieste pressanti per l’installazione che ci si sarebbe aspettati. E’ uno dei risultati (a sorpresa) dell’incontro tra il Comune, i genitori rappresentanti dei comitati di gestione delle scuole dell’infanzia e dei nidi a gestione diretta-indiretta e privati convenzionati, le insegnanti e una rappresentanza del gruppo “Voce delle Mamme Toscane”. Si è trattato del secondo incontro nel percorso di partecipazione attivato in seguito ai fatti del “nido delle botte”. Obiettivo di questo incontro le osservazioni, richieste dall’amministrazione ed elaborate dai comitati di gestione, sulla delibera varata dalla giunta per il piano di azioni di miglioramento.

Telecamere. «I rappresentanti di genitori ed insegnanti hanno espresso una generale accoglienza per le linee guida della delibera», si legge in una nota di Palazzo Gambacorti, per segnalare un clima con minori tensioni rispetto a qualche tempo fa. Uno dei temi in prima fila era quello relativo all’uso delle telecamere di controllo. I comitati di gestione-genitori, all’unanimità, hanno espresso parere contrario «all’installazione delle telecamere, considerandola come estrema ratio, in quanto strumento che paradossalmente può demotivare la relazione fiduciaria tra scuola e famiglia ed essere inutilmente pregiudizievole rispetto alla serenità e spontaneità delle quotidiane dinamiche educative e relazionali tra le educatrici ed i bambini/e nonché foriera di possibili malintesi e/o incomprensioni». Dunque, le telecamere come ultima soluzione, non come intervento prioritario. Intanto, per le tre maestre accusate di maltrattamenti sui bambini, è stata fissata per il 21 luglio l’udienza davanti al Gup per valutare la richiesta di rinvio a giudizio.

Rotazione. Presentate poi alcune osservazioni che verranno recepite dalla giunta. E’ stata ribadita la necessità di velocizzare la nomina del coordinatore pedagogico (attualmente sostituito dalla dottoressa Ivana Padoan), «nomina per la quale sono state già avviate le procedure e per le quali l’assessorato - spcifica la nota comunale - ha sollecitato l’Ufficio personale». È stata pienamente accolta la proposta dell’assessorato di ricorrere al “supporto psicologico” individuale obbligatorio per monitorare le singole condizioni di stress correlato al lavoro e al vissuto personale per prevenire situazioni che possano influire negativamente nella relazione con i bambini. Su questo punto l’assessore all’istruzione Marilù Chiofalo sta già portando questa proposta sui tavoli nazionali di consultazione Anci-Miur ai quali il Comune di Pisa partecipa attivamente per la stesura delle leggi delega sullo 0/6 e disabilità prevista dalle legge 107 “buona scuola”. Invece sulla rotazione delle insegnanti si è aperto un ampio dibattito con opinioni diverse, ma un comune filo conduttore: il valore pedagogico della continuità educativa e dell’opportunità di cambiamento. In altre parole, perplessità sui possibili effetti della rotazione.

Controlli. Intanto, la Direzione servizi educativi del Comune ha disposto l’organizzazione di un gruppo di lavoro provvisorio (multi-professionale) per azioni di vigilanza, controllo, monitoraggio e supervisione presso i nidi d’infanzia. Interventi che nell’atto vengono definiti «visite occasionali senza preavviso». In pratica, controlli a sorpresa. Va detto che l’idea di questa nuova organizzazione era partita prima che avvenissero i fatti dell’asilo delle botte; e che le sue finalità sono più ampie. Certo che ora assume anche un altro significato. Il gruppo di lavoro è composto da tre figure: un’unità dell’ufficio refezione scolastica, una dell’ufficio Servizi prima infanzia (educazione formale e non formale) e un’unità con profilo di educatore. Gli ambiti in cui esercitare il controllo e la sorveglianza sono diversi: dalla progettualità culturale e pedagogica dei servizi alle competenze professionali degli operatori, dai rapporti con le famiglie al monitoraggio della qualità dei servizi pubblici e convenzionati. Viene specificato anche nell’atto che visite ed ispezioni «annuali, occasionali o a sorpresa» devono «garantire una costante verifica del benessere dei bambini/e».

Commissione. Assessore e dirigenti sono stati sentiti dalla terza commissione consiliare. Il consigliere Maurizio Nerini (Noi Adesso Pis@) parla di «buco nel sistema dei controlli che ha delle responsabilità da trovare». Inoltre chiede ancora «una commissione d’indagine» per «dare risposte alla città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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