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Pisa

Navicelli Spa, due soci chiedono di uscire Incerto il dopo-Caridi

di Francesco Loi
Navicelli Spa, due soci chiedono di uscire Incerto il dopo-Caridi

PISA. Svolta alla Navicelli Spa. Sia la Provincia di Pisa che la Camera di Commercio hanno chiesto di uscire dalla società pubblica che gestisce il canale dei Navicelli e la Darsena Pisana. Le azioni...

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PISA. Svolta alla Navicelli Spa. Sia la Provincia di Pisa che la Camera di Commercio hanno chiesto di uscire dalla società pubblica che gestisce il canale dei Navicelli e la Darsena Pisana. Le azioni della società sono possedute in parti uguali da Comune di Pisa, Provincia e Camera di Commercio. E’ evidente l’impatto della volontà di farsi da parte di due componenti su tre. Una modifica sostanziale, seppur ancora da attuare in modo concreto. Il quadro è descritto in una relazione sulle partecipate del Comune approvata dal sindaco Marco Filippeschi (titolo: “Relazione sull’attuazione del piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute”).

Per il Comune il mantenimento della partecipazione nella società è ritenuto «indispensabile al perseguimento degli obiettivi di gestione e di sviluppo che interessano a vario titolo il canale navigabile e l’area portuale dei Navicelli, anche tenendo conto della rilevanza economica per la città delle attività produttive insediate nell’area limitrofa al canale e dei finanziamenti pubblici destinati al canale stesso». Opposte le valutazioni degli altri due enti soci. Se già nel corso del 2015 era maturata la decisione della Provincia di uscire dalla compagine sociale, più recente è la decisione della Camera di Commercio. Nel primo caso è una decisione dettata dalle norme, a fronte di Province ormai ridimensionate e che hanno perso tante funzioni. Nel caso invece della Camera di Commercio si parla di scelta “strategica”.

Sta di fatto che è «divenuta concreta e attuale - come si legge ancora nella relazione del Comune - l’esigenza di una revisione della compagine sociale». Ma cosa può succedere a questo punto? Premesso che quella di Provincia e Camera di Commercio è al momento una richiesta, occorre trovare qualcuno disposto a rilevare quelle azioni. «Il Comune si riserva di operare in tal senso alla luce della situazione sopravvenuta», è scritto nell’atto comunale. Dunque, Palazzo Gambacorti sta valutando le prossime mosse. Lo scenario più probabile resta l’acquisizione al 100% da parte del Comune. Defilate ipotesi quali un subentro della Regione.

Ma le svolte non sono finite. A fine maggio si terrà l’assemblea con l’approvazione del bilancio 2015 (in utile). In quella circostanza si concluderà l’incarico di Giovandomenico Caridi come amministratore unico della società. Il toto-nomi per la successione sta per scattare. Per ora la discussione è sul profilo: un manager/tecnico (come Caridi) oppure un tecnico, oppure ancora una figura più politica. Chiunque sarà scelto, avrà un ruolo di primo piano tra rilancio della nautica e gestione del circuito delle acque che si completerà con l’apertura dell’Incile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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