Finanza
Monitoraggio dell’aria «Centraline insufficienti»
PISA. Centraline di monitoraggio dell’aria: i buoni propositi dell’amministrazione sembrerebbero finiti nel dimenticatoio. Questo, almeno, è quanto fa pensare il silenzio piombato sull’argomento...
PISA. Centraline di monitoraggio dell’aria: i buoni propositi dell’amministrazione sembrerebbero finiti nel dimenticatoio. Questo, almeno, è quanto fa pensare il silenzio piombato sull’argomento negli ultimi tempi, denunciato dagli esponenti di diversi gruppi cittadini riunitisi all’ombra della centralina dismessa di via Conte Fazio, nel quartiere di Porta a Mare.
Una conferenza convocata dai rappresentanti di Rifondazione Comunista e di Una Città in Comune per portare avanti una battaglia in favore di una buona qualità dell’aria «che, però, esula da interessi politici perché riguarda tutti i cittadini di Pisa e il loro diritto alla salute», precisa il consigliere comunale Marco Ricci (Una città in comune).
Con particolare riguardo però al quartiere di Porta a Mare, da dove, un paio di anni fa, partì la campagna di denuncia dell’insufficienza di strumenti per monitorare la qualità dell’aria.
Con la legge regionale 9/2010, infatti, diverse centraline vennero spente; tra queste, anche quelle di via Conte Fazio (in realtà inattiva già dal 2006 a causa di un guasto) e di Riglione-Oratoio, due punti interessati da un volume consistente di traffico veicolare, il principale responsabile dell’inquinamento dell’aria.
Il rilevatore di Oratoio, come sottolinea un dossier messo a punto da Legambiente Pisa, era addirittura quello che registrava i livelli di inquinamento più elevati.
«Oggi le centraline rimaste in città sono solo due, una delle quali è collocata ai Passi, zona periferica e poco interessata dal traffico - spiega ancora Ricci - il che non permette di avere una reale percezione dell’inquinamento a Pisa».
Nel novembre del 2014, su una mozione di indirizzo popolare, partì nel quartiere di Porta a Mare una raccolta firme per richiedere la riattivazione delle centraline di monitoraggio. «In pochissimi giorni ne vennero raccolte oltre 200 - ricorda Ricci - e la mozione venne approvata all’unanimità in consiglio comunale nel gennaio 2015».
Da allora però è calato sulla questione un silenzio che il consigliere comunale Ricci definisce «vergognoso e inaccettabile», e gli impegni presi in merito in prima commissione urbanistica sono stati disattesi.
Da qui l’appello al sindaco Marco Filippeschi da parte del consigliere comunale, di Legambiente e degli attivisti del comitato provinciale per il diritto alla salute, «perché riporti un problema così importante al centro dell’attenzione pubblica».
Enza Chiappone
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