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Pisa

Scioperi e presìdi per “accogliere” Renzi

Scioperi e presìdi per “accogliere” Renzi

Il 29 in occasione della visita del premier al Cnr, Usb e antagonisti in piazza

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PISA. Due scioperi, presidi e una manifestazione.

Quella del 29 aprile sarà una giornata di mobilitazione generale «contro le politiche antipopolari del governo». In occasione dell'arrivo a Pisa del presidente del Consiglio Matteo Renzi, i sindacati di base e le realtà sociali e antagoniste cittadine si mobiliteranno per contestare il premier e «le politiche del governo in materia di lavoro, economia e scuola».

I Cobas hanno indetto uno sciopero generale «contro le politiche antipopolari del governo e dell'Unione europea e contro la privatizzazione della sanità, dell'istruzione e dei trasporti, le riforme elettorali e costituzionali liberticide», spiega il sindacato di base. Uno sciopero, proseguono i Cobas, per rivendicare «una forte riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, per la riduzione dell'età pensionabile e per dare lavoro ai giovani, per abolire tutte le controriforme del lavoro, compreso il Jobs Act, e per dare dignità, diritti e salario nei contratti nazionali».

Il premier sarà al Cnr per “festeggiare” i 30 anni di internet, ma nei laboratori pisani del Centro nazionale delle ricerche troverà i dipendenti con le braccia incrociate. L'Unione sindacale di base ha infatti proclamato uno sciopero al Cnr di Pisa «contro le politiche che questo governo sta adottando sulla ricerca e sul principale ente di ricerca italiano».

L'Usb ha inoltre organizzato un presidio di protesta all'esterno della struttura di via Moruzzi. «Le politiche del governo Renzi parlano di privatizzazione e di licenziamenti per i precari storici dell'ente – precisa il sindacato di base –. Una gestione tutta rivolta all'impresa e non, come per natura pubblica degli enti, verso la collettività nel suo complesso».

Agli scioperi si aggiungerà la contestazione della sinistra antagonista. Movimenti e collettivi si ritroveranno in assemblea al Polo Porta Nuova per discutere di quella che si prevede un'ampia mobilitazione.

«Pisa non sarà la passerella per riabilitare un'immagine pubblica compromessa da scandali ed effetti di politiche sociali devastanti - accusano -. Pisa, città dell'innovazione, della tecnologia e della cultura, ma non per la parte più consistente della città che mentre lotta nelle scuole, università, posti di lavoro e quartieri per conquistare diritti, si trova a fronteggiare gli attacchi del governo. Questa parte di città, cerca riscatto».

(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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