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Lavori eseguiti, i vigili urbani ritrovano la loro sede
PISA. L'Asl mette fine alla protesta dei vigili urbani. Dopo quasi due mesi di “sciopero delle divise”, gli agenti della polizia municipale possono nuovamente usufruire degli spogliatoi della...
PISA. L'Asl mette fine alla protesta dei vigili urbani.
Dopo quasi due mesi di “sciopero delle divise”, gli agenti della polizia municipale possono nuovamente usufruire degli spogliatoi della caserma alla Sesta Porta e tornano ad indossare l'uniforme. L'azienda sanitaria, a seguito di un sopralluogo effettuato per verificare le condizioni dei locali, dichiarati lo scorso febbraio «inidonei da un punto di vista igienico-sanitario», ha dato il nulla osta per la loro riapertura, la cui chiusura aveva dato vita allo “sciopero delle divise” dei caschi bianchi che per circa due mesi hanno indossato abiti civili e pettorine gialle di riconoscimento per contestare l'inadeguatezza dei locali di via Battisti.
Pisamo e Comune, per far fronte alle prescrizioni dell'Asl, hanno eseguito un radicale intervento di sostituzione delle parti di tamponamento con tracce di umidità; sistemati e siliconati i piatti doccia; incrementato il ricambio di aria all'interno degli spogliatoi; trattati i pavimenti per evitare scivolamenti in condizioni di umidità; automatizzata l'apertura del cancello d'ingresso dell'autorimessa e installato un cancello metallico a protezione dei locali armeria e quelli che conservano gli apparati di comunicazioni.
«Siamo soddisfatti degli interventi eseguiti a tutela dell'igiene, della salute e della sicurezza» commentano i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) del Comune di Pisa che attendono risposte sul sottopasso che attraversa la Sesta Porta per collegare via Battisti al parcheggio della ferrovia, per il quale i vigili del fuoco hanno chiesto di prendere dei provvedimenti per evitare il ristagno dei gas di scarico.
«In base alle raccomandazioni dei vigili del fuoco - fa sapere il Comune -, sono in fase di progettazione ed esecuzione i lavori per l'apposizione della segnaletica di divieto di sosta e l'installazione dei sensori abilitati al rilevamento dell'ossido di carbonio». «Se da un punto di vista igienico-sanitario i problemi sono stati risolti, resta il fatto che la Sesta Porta non è la soluzione migliore per la caserma», proseguono le Rls, che hanno presentato al Comune «alcune proposte per il documento di valutazione del rischio, perché al personale mancano alcuni dispositivi di protezione la cui fornitura è necessaria». (d.r.)
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