Lutto
La ricetta anti-movida può nascere in Ateneo
Le proposte dei 4 candidati al posto di Rettore dell’Unipi
PISA. La ricetta contro la movida molesta esiste: la convivenza fra le notti degli studenti e quelle dei residenti si potrebbe costruire anche nelle aule universitarie, se quelle aule in alcuni casi diventassero un'alternativa sicura alle piazze e allo sballo. È il messaggio di Donato Aquaro, e se fossero dislocate di almeno 100 metri dalle zone calde, propone Giuseppe Iannaccone, magari sostenendo economicamente le iniziative. Ma occhio alle etichette - avverte il grecista Mauro Tulli - “movida” è un termine ambiguo, a volte racchiude fenomeni opposti. Certo, è vero, è convinto il prof, l'ateneo può favorire spazi adeguati, ma deve farlo per “alimentare” cultura. Anche se - è realista l'informatico Paolo Mancarella - “soluzioni estemporanee e scorciatoie” non ci sono, serve una “struttura permanente per gestirla” che metta università, prefettura, questura, comuni, enti, circoli di quartiere e studenti a confronto.
Eccoli, i candidati rettori. Li abbiamo interrogati su un tema non propriamente accademico alla vigilia del primo incontro in cui si presenteranno pubblicamente in un faccia a faccia per la corsa alla successione a Palazzo alla Giornata. Oggi pomeriggio, infatti, i competitor per la carica che è ancora di Massimo Augello si sfideranno sui temi più importanti della campagna elettorale per il rinnovo del rettorato nella sede della Scuola di Medicina (aula Vitali - via Roma 55, ore 15). Ricerca, capacità dell'ateneo di offrire agli studenti maggiori sbocchi lavorativi in un periodo di crisi, attrattività dei poli scientifici, reclutamento dei docenti, competitività internazionale: sono tutti temi che spesso catalizzano la campagna per il rettorato. Difficilmente lo diventa il rapporto della comunità universitaria con le città, sebbene da anni ormai i 50mila studenti abbiano un impatto importante sul tessuto sociale pisano e sui 90mila residenti. Spesso la città sembra ignorare l'ateneo e l'ateneo ignorare la città, sebbene il contributo di una cittadella degli studi possa essere strategico per elaborare idee e progetti che migliorino la vita di un capoluogo che ha assunto ormai una dimensione metropolitana. Per questo abbiamo deciso di iniziare proprio da qui, chiedendo ai candidati di proporre a sindaco e ai responsabili dell'ordine pubblico una soluzione per arginare gli eccessi delle movida.
I quattro candidati hanno annunciato di voler scendere in campo per la corsa ai vertici dell'Università di Pisa mesi fa, tutti hanno avuto incontri nei dipartimenti ma mai in un confronto a quattro. Aquaro, 63 anni, direttore di Ingegneria civile, è stato l'ultimo a uscire allo scoperto e l'ha fatto con un affondo: la gestione di Augello - dichiarò - è stata fallimentare, soprattutto sulla didattica. Non un caso, dato che in questi anni prorettore alla didattica è stato Mancarella, 56 anni, uno dei competitor. Il prof di Informatica è considerato l'erede del rettore uscente e conta di rastrellare voti anche nel campo degli ingegneri, compreso quello di Iannaccone. L'ordinario di Ingegneria dell'Informatica, 47 anni, il più giovane in gara, punta a portare Pisa nella top ten dei ranking internazionali sulle università. Ma a molti prof pisani piace sicuramente Tulli; il direttore di Filologia, Letteratura e Linguistica è stato uno dei primi a annunciare un'inversione di tendenza netta, soprattutto rivendicando maggiore autonomia dei dipartimenti, schiacciati dalla “politica accentratrice di Augello”.
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