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l’ospedale

Ma il policlinico punterà su nuovi centri di eccellenza

PISA. Guai a leggerci una logica da manuale Cencelli fra universitari e ospedalieri. La riorganizzazione varata a fine marzo a Cisanello con la riduzione da 11 a 10 dipartimenti implica «un modello...

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PISA. Guai a leggerci una logica da manuale Cencelli fra universitari e ospedalieri. La riorganizzazione varata a fine marzo a Cisanello con la riduzione da 11 a 10 dipartimenti implica «un modello di assistenza europeo e moderno, che dice addio alla suddivisione tradizionale dei reparti per materie e si fonda soprattutto su percorsi e sulla casistica clinica», dice il direttore generale del’Azienda ospedliera e universitaria, Carlo Tomassini. «Oggi - spiega Tomassini - non si può più pensare di non far lavorare insieme specialisti di discipline diverse. Pensiamo alla chirurgia che ruota intorno alla testa: neurochirughi, oculisti, chirurghi del maxillofacciale e otorini si trovano spesso a doversi confrontare ed ad affiancarsi, anche in sala operatoria». Per questo è nato ad esempio il nuovo dipartimento di Specialità chirurgiche affidato a Mario Gabriele. Ma, nel futuro dell’Aoup, non ci sono solo i risultati attesi dalla riorganizzazione varata a fine marzo. Tomassini conta di far crescere Cisanello facendo leva sulle sue eccellenze. Per questo, dopo il centro di Endocrinochirurgia e quello senologico, sono in arrivo altre tre centri specialistici di “percorso”, che cioè integreranno specialità e competenze diverse su casi clinici specifici. «L’idea - dice Tomassini - è dar vita a un centro dedicato alla chirurgia toracica per il tumore al polmone, uno per le protesi e un altro per la neurochirurgia». Il centro di Endocrinochirurgia è esemplare per capire quali possano essere i risultati: nella cura del tumore alla tiroide, grazie ad esso, Pisa è al top nel mondo. Così, sebbene il primario Paolo Vitti abbia perso il ruolo da capo di dipartimento dell’Area medica, ha ottenuto un incarico fondamentale assumendo la guida di questo centro, oltre ad aver mantenuto la direzione dell’unità operativa di Endocrinologia 1. Un orizzonte in cui sembra poter sperare anche il professor Michele Lisanti. Con la sparizione del dipartimento di Malattie muscoloscheletriche e cutanee, il prof - che resta comunque primario dell’unità operativa di Ortopedia - potrebbe approdare alla guida del nuovo Centro per le protesi. E non è escluso che la eliminazione del dipartimento di Neuroscienze servisse proprio a favorire la nascita del Centro di eccellenze neurochirurgiche. A guidare il primo era il dottor Riccardo Vannozzi, che ora - pur mantenendo il ruolo da primario dell’unità operativa di Neurochirurgia - potrebbe arrivare a guidare anche il secondo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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