Attenzione
Ospizio-pollaio abusivo: denunciate madre e figlia
Pisa: blitz dei carabinieri in una villetta: trovate nove anziane nei letti in spazi ridotti. Rette medie di 1.500 euro pagate al nero dai parenti. Totale assenza di autorizzazioni
PISA. Stipate in sei in una stanza di venti metri quadrati senza tv e con le finestre sempre chiuse. L'altro bivacco era stato allestito nel soggiorno con una parete posticcia a delimitare l'originale destinazione dell'ambiente con la parte "notte" ricavata grazie a un divisorio in cartongesso. Un'altra ospite aveva una stanza tutta per sé. Un'eccezione in una storia dove l'assenza di regole ha guidato l'azione degli investigatori.
Ospizio chiuso. Non erano in cattive condizioni di salute le nove donne, età dagli 80 ai 95 anni (provenienza da Pisa, Calci, Cascina, San Giuliano Terme e Vicopisano) trovate dai carabinieri del nucleo operativo e del Nas di Livorno in un ospizio abusivo sulla via Emilia a Putignano chiuso venerdì mattina con un blitz alle 8 disposto dalla Procura. Di sicuro non erano nel posto giusto per le esigenze e lo stato di salute di un'età avanzata che avrebbe richiesto ben altri contesti.
Madre e figlia denunciate. L'effetto immediato dell'intervento è stata la chiusura della residenza assistita improvvisata con relativa denuncia a carico di madre e figlia, di 63 e 25 anni, per i reati di esercizio abusivo della professione sanitaria e abbandono di persone incapaci. Non solo. I carabinieri hanno anche contestato infrazioni per 10.000 euro sulle leggi regionali sulla somministrazione di alimenti. E soprattutto con lo stop a una struttura senza requisiti hanno anticipato epiloghi più gravi. L'inchiesta è ancora aperta per valutare eventuali profili di responsabilità anche di altre persone a conoscenza della gestione.
Il business al "nero". È successo che la "titolare" del centro un giorno ha deciso di voler ospitare anziani a casa sua. Lei, originaria dell'Abruzzo, in passato ha ricoperto la carica di presidente di circoli paesani a Calci uscendone con diatribe legate a questioni di soldi. Si è reinventata imprenditrice nel sociale senza averne titolo. Per il servizio di ospitalità ha iniziato a chiedere soldi ai familiari dei degenti. Per mesi il business è andato avanti senza inciampi. Dai mille ai 2.000 euro al mese per anziano, versati al nero dai parenti, sono entrati nelle tasche di madre e figlia con un volume di 13-14.000 euro mensili. Un passaggio di denaro avvenuto, secondo l'accusa, lontano dai radar del Fisco e in linea con la totale assenza di autorizzazioni .
Ricoveri sospetti. Quando, però, le condizioni delle ospiti, cagionevoli di salute, hanno richiesto l'intervento del 118 con una frequenza sospetta, i fari dei carabinieri hanno iniziato a illuminare quel viavai delle ambulanze nella villetta di Ospedaletto. Qualche vicino sentiva le voci, a volte le urla, delle ospiti e ha iniziato a farsi più di una domanda. Erano a Putignano per presidiare il territorio contro i furti e, intanto, i militari hanno posato l'occhio sull'andirivieni di personale medico, tra pomeriggio e sera, sempre nella solita abitazione isolata. Un monitoraggio dedicato, con pedinamenti e verifiche su chi vivesse nella villetta, ha creato le condizioni per il provvedimento eseguito venerdì e reso noto sabato 16 aprile. Nella triangolazione delle parti le uniche a rimetterci erano le anziane. Madre e figlia portavano avanti i loro affari nel sommerso fiscale e amministrativo. E i parenti pagavano meno di quello che avrebbero versato se si fossero rivolti a strutture autorizzate. Vantaggi reciproci saldati dalla moneta.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.1989853:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2010/07/31/news/ospizio-chiuso-dai-nas-oggi-lo-sgombero-1.1989853]]
Anziane sistemate. «Le persone anziane sono state trovate in condizioni appena soddisfacenti e non presentavano evidenti segni di maltrattamento, sebbene vivessero in ambienti assai ristretti» fanno sapere gli investigatori dell'Arma coordinati dal sostituto procuratore, Lydia Pagnini. Per ottimizzare la distribuzione degli spazi, mamma e figlia si era adattate alla bisogna. Una dormiva in cucina, l'altra in camera da letto. Sei anziane sono state riaffidate ai familiari, mentre due sono state sistemate in strutture convenzionate, visto che le famiglie non potevano prenderle in casa. Una delle nove ospiti era disidratata e il medico presente al blitz, con i servizi sociali, l'ha fatta ricoverare a Cisanello. I parenti devono spiegare. I carabinieri hanno iniziato a sentire chi pagava l'ospizio. Vogliono capire anche attraverso quali canali erano arrivati a conoscere la villetta sull' Emilia. Le altre domande, con risposte da approfondire, sono più personali. Una tra tante è quella se quando varcavano la soglia dell'abitazione non si rendevano conto di aver confinato i loro cari in un ospizio-pollaio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
