Il Tirreno

Pisa

La rabbia di Marina invade la strada

di Donatella Lascar
La rabbia di Marina invade la strada

A passeggio in fila indiana sulle strisce pedonali per protestare contro i parcheggi a pagamento anche nei giorni feriali

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PISA. I commercianti e i residenti di Marina di Pisa sono passati dalle parole ai fatti e ieri mattina a mezzogiorno hanno protestato contro la sosta a pagamento dal 15 luglio al 20 agosto con un blocco del traffico in prossimità della prima rotonda del porto. Hanno risposto in circa 30 persone all'invito lanciato venerdì sera dalla presidente del Centro Commerciale Naturale Simona Rindi alla fine dell'assemblea pubblica, a ritrovarsi tutti il giorno dopo per manifestare il proprio dissenso all'introduzione della sosta a pagamento anche nei feriali. «Noi diciamo no alla sosta a pagamento tutti i giorni perché non è ammissibile in un contesto di degrado come quello in cui si trova il lungomare di Marina a causa delle spiagge di ghiaia». Questo ha affermato la presidente del Ccn Simona Rindi e così recitava anche il cartello appeso ad un palo sul ciglio della strada durante la manifestazione. Chi ha chiuso il negozio, chi invece ha chiesto a qualcun altro di sostituirlo e insieme anche a diversi residenti hanno iniziato ad attraversare continuamente sulle strisce pedonali rallentando il traffico. Nel giro di poco tempo si è formata una lunga coda, fin quasi a San Piero.

«L'assessore Giuseppe Forte ha ignorato tutte le nostre richieste fatte durante la riunione organizzata dal Ccn il 17 marzo – sostiene la Rindi –, quando è venuto a chiederci dei suggerimenti. Noi avevamo chiesto: stalli gratis per i commercianti non residenti, stalli per i motorini e stalli bianchi e 20 giorni dopo abbiamo letto sul giornale della sosta a pagamento tutti i giorni. Secondo il nostro legale, però, la delibera ha dei vizi che ci permettono d'impugnarla e faremo quindi un ricorso al Tar». «Qui siamo abbandonati da tutti – inizia Jahn Pletchon, titolare della gelateria Macumba in via Maiorca –. Questa protesta è per gli stalli blu che non vanno d'accordo con il degrado in cui si trova Marina, soprattutto per le spiagge di ghiaia di cui non si riesce a capire di chi sia la competenza, visto che tutti si rimpallano le responsabilità. Pensano solo ad incassare dal litorale e non a reinvestire sul territorio. Questa è una piccola protesta ma arriveremo anche a farne di più grandi». «Io invece non ho attività commerciali – spiega Alberto Di Pede – ma abito a Marina e non posso stare a guardare senza fare niente, per questo oggi sono qui a protestare. Le spiagge di ghiaia dovevano essere terminate un anno e mezzo fa e non si intravede ancora la fine. La tempistica è scandalosa come il modo in cui è ridotto il lungomare e non solo. Piazze trascurate, marciapiedi che sono barriere architettoniche, illuminazione inesistente».

Poco prima della protesta, i commercianti e il Ccn si sono incontrati con il vicesindaco e assessore con delega al litorale Paolo Ghezzi, che si è impegnato a farsi da portavoce con l'assessore alla mobilità Giuseppe Forte e anche ad occuparsi con la Regione della spianatura delle spiagge di ghiaia e della questione del cantiere ancora aperto con la Provincia. C’è anche chi ha fatto i conti, come Roberta Pugliese, titolare insieme alla madre e al fratello del bar Zenit, tutti e tre residenti a Cascina. «Siccome abbiamo turni diversi – spiega la Pugliese – ognuno viene con la sua macchina e dato che non sono previsti permessi per i commercianti non residenti abbiamo calcolato che dal 15 luglio al 20 agosto spenderemmo complessivamente 360 euro, senza contare i fine settimana prima e dopo questo periodo, con cui raggiungeremmo quota 500 euro. Oltretutto, e concludo, gli stalli blu sono stati introdotti senza prevedere dei servizi».

Non è mancato qualche screzio con gli automobilisti e quando la manifestazione era ormai alla fine sono arrivati i carabinieri, chiamati per il rallentamento del traffico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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