Alla Leopolda fiumi di birra da tutta Italia
Giornata conclusiva della manifestazione dedicata a un settore in continua crescita
PISA. Si conclude oggi BeeRiver alla Stazione Leopolda. Presentiamo alcuni dei birrifici che espongono e propongono i loro prodotti.
Cominciano dalla Birra del Borgo (Borgorose-Rieti). Un monumento della birra artigianale italiana: frutto della determinazione e del talento del fondatore, Leonardo Di Vincenzo, la microbrewery laziale di Borgorose (Rieti) ha contribuito fin dalla sua fondazione avvenuta nel 2005 a tracciare la storia del movimento craft nazionale. Il Borgo ha collezionato una bacheca impressionante di riconoscimenti grazie all'impulso di sperimentare, ad esempio nell’incontro tra la birra e il legno o tra le uve e i mosti enologici. Su quest’ultimo fronte la Birra del Borgo ha offerto un contributo decisivo perché gli osservatori internazionali istituissero il primo stile birrario italiano, le Italian Grape Ales (le birre tricolori con uva o mosto d’uva). Una messe di riconoscimenti è arrivata con la Guida Birre d’Italia Slow Food 2017.
Il Birrificio Badalà è invece di Montemurlo (Prato). Il birrificio pratese qualifica la sua origine toscana già dal nome, Badalà, ricalcando un’espressione tipica della regione, specie dei territori attorno all’asta dell’Arno, che significa guarda là. In effetti alle creazioni del produttore Alberto Lorenzo c’è da guardare eccome: la sua versatilità lo porta a toccare i tasti delle numerose tipologie brassicole con curiosità e sensibilità, facendosi apprezzare soprattutto per il dosato uso del luppolo.
Al Birrificio Bibibir (Castellalto-Teramo) entusiasmo ed ispirazione multiculturale sono le parole d’ordine. Responsabile della produzione è Flaviano Brand, alla cui vena fanno capo etichette di matrice stilistica diversificata, in specie statunitense e belga. Proprio in questo secondo ambito, il team adriatico ha conquistato un bronzo al concorso Birra dell’Anno 2016 con la sua Witaly nella categoria Bière Blanche. Come ciliegine sulla torta sono arrivati i riconoscimenti della Guida alla Birre d’Italia Slow Food 2017: il Fusto al birrificio per la qualità complessiva, specie alla spina, il titolo di Birra Quotidiana alla Birrantonio e il titolo di Grande Birra alla Vedo Quadruplo.
Il Birrificio del Doge (Zero Branco-Treviso) è un nome giovane e ospite di spicco, reduce dalla fortunata partecipazione a Birra dell’Anno, dove ha conquistato la medaglia d’argento di categoria con la loro Dunkel, prodotto ispirato all’omonimo stile, quello delle scure di Monaco di Baviera.
Tra i fiori all’occhiello di BeeRiver figura il giovane marchio lombardo Birrificio Etnia di Sant’Alessio con Vialone (Pavia) che si avvale del talento e della creatività poliedrica del suo birraio, Nicola Grande, tra i più apprezzati del panorama italiano. Una delle vene più prolifiche è al momento quella orientata agli stili di matrice americana: in questo solco ecco il riconoscimento di Birra Quotidiana assegnata alla Usa da parte della Guida alle Birre d’Italia 2017 Slow Food.
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