Sicurezza
Stop agli abusivi chiudete alle 21 i minimarket
È la proposta lanciata dai dirigenti Confcommercio per arginare il traffico illegale di alcol in centro
PISA. Mala-movida e sicurezza in centro: si muovono le associazioni di categoria. E si rivolgono al prefetto, al sindaco e ai rappresentanti delle forze dell’ordine con delle proposte ben precise.
Confcommercio, ad esempio, invita le autorità a concentrarsi sull’obiettivo di stroncare il traffico illegale di bevande alcoliche e di far pagare le multe a minimarket e venditori abusivi. «Non capisco – afferma il direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli – l'interesse di alcuni comitati a criminalizzare ingiustamente locali e bar del centro storico, gli unici che rispettano le regole e che rappresentano un vero baluardo a difesa della legalità, del decoro e del consumo consapevole e responsabile. Pisa si trasforma ogni fine settimana in una kasbah inaccettabile, vittima di venditori abusivi che percorrono indisturbati strade e vicoli e di minimarket che riversano fiumi di alcol fuori da ogni controllo. Possibile che ogni giovedì mattina i supermercati di Pisa vengano sistematicamente presi d'assalto da persone varie che acquistano quantità incredibili di alcolici stipati in decine di carrelli, rivenduti poi ai minimarket o direttamente in strada? È questo traffico indegno che va stroncato, se vogliamo risolvere il problema alla radice, magari realizzando finalmente una volta per tutte una task force di coordinamento tra tutte le forze dell'ordine».
Alessandro Trolese, presidente di Confcommercio Pisa per il centro storico, riscopre il significato positivo della parola di origine spagnola “movida”, che significa semplicemente intensa, divertente e vivace vita notturna. «Perché – dice – da noi non può accadere lo stesso? Non capisco chi abbia interesse a spostare il divertimento altrove, penalizzando gravemente l'intero centro storico. Facciamo piuttosto un esperimento: proviamo prima a togliere tutto il marcio che oggi prolifera per le vie e le piazze del centro, sbandati, spacciatori, abusivi, criminali e poi vediamo se la movida è un fenomeno negativo oppure no. Dovremmo fare come altre città, che hanno imposto la chiusura alle 21 dei minimarket di frutta e verdura, che non hanno licenza di somministrazione e che oggi vendono liberamente alcolici fino al mattino».
Confesercenti, invece, si sofferma in particolare sui numeri dei reati resi noti dal sindaco e pubblicati nell’edizione di ieri dal nostro giornale. «I delitti che vedono vittime le attività commerciali – sostiene Marco Sbrana, direttore Confesercenti Toscana Nord – hanno conosciuto una vera e propria impennata. Crediamo sia necessario a questo punto che anche le associazioni di categoria partecipino al comitato dell'ordine pubblico che si riunisce abitualmente in Prefettura per portare il loro contributo a questa vera e propria emergenza».
«Ci auguriamo – prosegue Sbrana – che questa volta i nostri accorati appelli non cadano di nuovo nel vuoto. Ci siamo rivolti in più occasioni al prefetto per chiedere di partecipare alle riunioni del comitato dell'ordine pubblico per portare il nostro contributo ad un problema che è sotto gli occhi di tutti. Prima le categorie commerciali a rischio erano, ad esempio, i distributori di carburante. Adesso, invece, anche i negozi sono maggiormente nel mirino. C'è una evidente percezione di insicurezza tra gli operatori commerciali della nostra città».
Il direttore di Confesercenti Toscana Nord indica anche un percorso da seguire. «Siamo – dice – di fronte ad una emergenza e come tale va affrontata. Alla pari dell'abusivismo commerciale, che, nonostante gli interventi, ogni settimana si ripresenta con un numero sempre maggiore di venditori. Qualcosa, quindi, va rivisto negli interventi. Le nostre proposte sono due: un tavolo di lavoro congiunto con Prefettura e amministrazione comunale dove concordare con le categorie interventi di prevenzione. Una task force, come quella lanciata a Firenze, per contrastare l'abusivismo commerciale e al tempo stesso dare un segnale di forte presenza sul territorio».
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