Sicurezza
Rettorato, un blitz sulla data del voto Alle urne a maggio
A giorni lo sapremo, primo turno previsto tra il 24 e il 27 Aquaro: «Così si favorisce il candidato sostenuto da Augello»
PISA. Sarà un’elezione lampo. Troppo, secondo molti dei candidati in gara. Tanto che Donato Aquaro, direttore di Ingegneria civile e uno dei competitor per la carica da prossimo rettore dell’Università di Pisa, parla esplicitamente di «un colpo di mano dell’amministrazione per diminuire la mobilitazione dell’elettorato sui temi più spinosi che si registrano nella vita accademica e favorire così il candidato sostenuto da Massimo Augello».
Ancora non è stato ufficializzato, ma Giuseppe Volpe, prof di diritto costituzionale e decano dell’ateneo, indirà le elezioni per il rinnovo del rettorato il prossimo 2 maggio fissando il primo turno del voto nelle giornate fra il 24 e il 27 maggio. Secondo ed eventuale terzo turno si svolgeranno poi a stretto giro, il 6 e il 13 giugno. I quattro candidati dovranno raccogliere le 60 firme necessarie a correre fra il 10 e il 16 maggio. «Un’accelerazione indubbia e certo irrituale, ma è il decano a decidere», precisa il grecista Mauro Tulli, direttore del dipartimento di Filologia, Lingue e Letteratura. Netto invece Giuseppe Iannaccone. L’ordinario di Ingegneria dell’Informazione, 47 anni, il più giovane degli sfidanti in corsa per la successione a Palazzo alla Giornata, attacca: «Un'elezione così importante meriterebbe una campagna elettorale ufficiale più lunga dei pochi giorni che avremo. Visto il programma di manutenzione ordinaria presentato da Mancarella non c'è dubbio che il primo turno di queste elezioni sarà anche un referendum sul mandato di Augello».
Paolo Mancarella, docente di Informatica e fino a pochi mesi fa nella squadra di governo di Augello come prorettore alla didattica, è da tutti considerato un erede naturale del rettore uscente. È lui il convitato di pietra. «Ho appreso questa mattina il calendario stabilito dal decano, i tempi così stretti mi renderanno un po’ più difficile il dialogo con tutto l’ateneo: mi dovrò impegnare di più nel poco tempo rimasto per illustrare il mio programma, presentato solo qualche giorno fa. Certo, così è avvantaggiato chi ha iniziato la campagna con largo anticipo: l’amico Iannaccone sin dallo scorso ottobre. D’altra parte fissare il calendario è prerogativa del decano e dobbiamo rispettarne l’autonomia», si schermisce Mancarella.
Ma l’accelerazione sul voto non sarebbe l’unica ingerenza contestata ad Augello. Il rettore - secondo Aquaro, Iannaccone e Tulli - starebbe esercitando un condizionamento inevitabile del voto anche violando la prassi del semestre bianco, dove di solito - per prassi - i rettori uscenti non varano atti fondamentali. «Il 5 aprile, durante una riunione sulla Vqr - dice Aquaro - ha chiesto ai direttori di convocare i consigli di dipartimento per approvare le delibere con le richieste di ogni struttura relative al reclutamento». L’ultima Finanziaria assegna a Pisa la possibilità di bandire 25 posti da ricercatori di tipo B (dopo tre trasformabili in indeterminato). Solo quelli. Invece Augello ha chiesto ai direttori di fornire i numeri sul fabbisogno anche per altre posizioni. Prima di lasciare, vorrebbe assumere anche 50 ordinari, 25 ricercatori di tipo A (a termine) e 25-30 associati. «Una manovra espansiva che crea tensione nel corpo accademico - dice Tulli - Ci si poteva limitare ai 25 ricercatori, per i quali la scadenza era il 30 novembre». «Una forzatura - dice Aquaro - dato che a decidere le manovre di reclutamento dovrebbe essere il Cda, che invece non ha ancora approvato nulla».
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