«Mamma ha preso le medicine non ha detto com’è morto babbo»
PISA. Un abito nero, camicia bianca e cravatta scura. Se lo è tenuto addosso tutto il giorno, Stefano Tolomei, il suo abito da lavoro. Lavora alla Telecom, è uno dei funzionari dell’ufficio...
PISA. Un abito nero, camicia bianca e cravatta scura. Se lo è tenuto addosso tutto il giorno, Stefano Tolomei, il suo abito da lavoro. Lavora alla Telecom, è uno dei funzionari dell’ufficio commerciale. Sa misurare le parole e il tono di voce. «Siamo solo molto scossi - dice in serata parlando dalla rianimazione di Cisanello - Mio babbo è morto e mia mamma ha tentato il suicidio, provando a tagliarsi la gola, i polsi, una coscia, e poi ingerendo molti farmaci. Ci ho parlato, sì, è vigile e cosciente anche se i medici la stanno monitorando proprio per capire se tutti quei medicinali possano essere pericolosi. Lei non mi ha detto niente del babbo, si è scusata, mi ha detto che voleva togliersi la vita, ha provato a buttarsi dal terrazzo ma non ce l’ha fatta, ha perso i sensi ed è riuscita solo a tornare in camera e a distendersi accanto al babbo. Aspetto che siano gli inquirenti a dirmi com’è morto. Non so se anche lui abbia preso qualcosa». Stefano Tolomei è il più grande dei figli di Maria Gabriella Mennucci e di Giancarlo Tolomei, l’uomo di 76 anni trovato morto ieri nella sua casa al Cep. Per tutto il giorno è stato il capo famiglia. I fratelli, Alessandro ed Elisabetta, li ha tenuti informati lui, è stato lui a parlare con la polizia. «Non sappiamo se mio padre si sia tolto la vita, se sia morto per un malore e se mia mamma l’abbia voluto seguire per la disperazione o se invece lei...», gli si era spezzata in gola quella frase in mattinata uscendo dall’appartamento insieme al sostituto procuratore Antonio Giaconi, al capo della mobile Rita Sverdigliozzi e agli uomini della scientifica. «Certo, sì, la malattia li stava facendo soffrire. Mia mamma era sotto pressione, stanca, ma non aveva mai tentato di suicidarsi finora, non ci aveva proprio nemmeno pensato. In fondo io l’ho vista ieri. Ieri ero qui con loro...». Giancarlo Tolomei al Cep era conosciuto da tutti. «Una bravissima persona, un lavoratore instancabile», lo descrive un amico di famiglia mentre chiede ai cronisti informazioni per cercare di capire i motivi di una tragedia che ha sconvolto l'intero quartiere. «Era una coppia molto unita, ma negli ultimi mesi entrambi si erano chiusi nel silenzio». Occhi lucidi, voce tremante, la nipote di Maria Gabriella esce di corsa dal palazzo di fronte per andare a recuperare l'auto. Lo sguardo triste, insieme a lei c’è sua mamma Grazia. È seduta in macchina, in silenzio. Aspetta che la figlia si metta alla guida e corra all’ospedale, per sapere come sta la sorella che ha tentato di uccidersi.
Mario Neri
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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