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La maxi sanzione? «Una richiesta che non reggerà»

La maxi sanzione? «Una richiesta che non reggerà»

All’inizio della prossima settimana la prima sentenza che potrebbe abbattere le tesi e le conclusioni dell’accusa

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PISA. Secondo il Pisa, «la richiesta di Palazzi è abnorme e non può reggere nemmeno in primo grado». La prima sentenza è attesa all’inizio della settimana prossima, lunedì o martedì. Come andrà a finire? Per orientarci dobbiamo lasciar perdere ogni considerazione morale o politica, perché le sentenze si basano sugli atti portati in dibattimento, sulle norme vigenti e spesso sui precedenti.

Quale sarà la prima sentenza? Il Pisa è convinto che in quella sede sarà difficile che la Federazione (dalla quale dipende anche la Procura di Palazzi) accetti di smontare tutto il castello accusatorio, ed è quindi probabile che in quell’occasione il club nerazzurro sia penalizzato, anche se non nella misura abnorme chiesta dallo stesso Palazzi (12 punti).

L’avvocato Grassani quindi è pronto a proporre il ricorso al secondo grado di giudizio, anche questo interno alla Figc (Corte federale di appello, presidente Gerardo Mastrandrea), ma anche alla Cassazione, ovvero all’ultimo e definitivo grado di giudizio sportivo, stavolta davanti a un ente “terzo”, cioè il tribunale del Coni.

La logica giuridica fa pensare, in ogni caso, che nel primo grado di giudizio la sanzione sia molto “sfrondata”, anche se dovesse essere sanzionata l’omissione di un controllo preventivo del Pisa sulla famosa fidejussione.

Per giustificare la maxi richiesta di condanna, infatti, Palazzi ha compiuto quella che per un giudice sereno - e Sergio Artico e il suo collegio lo sono - appare una netta forzatura: ovvero l’equiparazione della presunta manchevolezza amministrativa del Pisa a un illecito sportivo o un comportamento gravemente violento tale da violare “i doveri di lealtà probità e correttezza” dell’articolo 1bis comma 1 del Codice di giustizia sportiva.

Tutto questo prescinde dal giudizio di “colpevolezza” o meno del Pisa: l’equiparazione di un errore amministrativo a un atto che offende i princìpi basilari del codice difficilmente reggerà all’esame dei giudici. (a.sc.)

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