Il Tirreno

Pisa

«Boom dei birrifici perché il pubblico apprezza la qualità»

«Boom dei birrifici perché il pubblico apprezza la qualità»

PISA. Per uno sguardo d’insieme sulla birra artigianale parliamo con il giornalista e sommelier Simone Cantoni, presidente del comitato di esperti che ha selezionato le aziende della manifestazione....

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Per uno sguardo d’insieme sulla birra artigianale parliamo con il giornalista e sommelier Simone Cantoni, presidente del comitato di esperti che ha selezionato le aziende della manifestazione.

Quali sono le ragioni che hanno favorito la nascita di un numero così alto di birrifici artigianali?

«La tenacia e la capacità tecnica dei protagonisti del movimento microbrassicolo italiano hanno sicuramente giocato un ruolo importante: se nel biennio 2005-2006 si censivano cinque o sei marchi in tutta Italia, la crescita che ha portato il contatore a superare oggi quota mille è sicuramente dovuta alle qualità dei birrificatori italiani».

Questo è stato dovuto anche alla risposta positiva del pubblico?

«L’altra faccia della medaglia è aver trovato nel pubblico un terreno fertile per diffondere prodotti sì più costosi, ma incomparabilmente più gratificanti dal punto di vista sensoriale rispetto a quelli dei competitor industriali».

È possibile tracciare un confronto tra la realtà italiana e il quadro europeo?

«Quello della birra artigianale è un fenomeno di proporzioni globali: l’impulso primigenio, il big bang, è giunto dagli Stati Uniti a partire dalla fine degli anni Settanta. In Italia quell’onda lunga ha trovato una cassa di amplificazione estremamente vigorosa, determinando lo sviluppo di un movimento nazionale di assoluto spicco, specialmente rispetto alle aree del continente non caratterizzate da una tradizione brassicola radicata e di pregio».

La Toscana come si colloca nel settore della produzione brassicola?

«Con novanta marchi, tra birrifici dotati di un proprio impianto e beer firm (marchi sprovvisti di strutture produttive che si appoggiano a microbirrifici di cui diventano clienti), la nostra regione si colloca al terzo posto, alle spalle di Lombardia e Piemonte, con un livello qualitativo in graduale, ma costante, movimento».

Come sono stati scelti i birrifici presenti a questa prima edizione di BeeRiver?

«Per la prima edizione abbiamo scelto di riunire un nucleo valido di soli birrifici, che offrisse uno spaccato sulla realtà toscana e al contempo aprisse interessanti finestre su altre regioni».

Come si configura il rapporto con le altre filiere alimentari?

«Il rapporto che unisce birra artigianale e tradizioni gastronomiche italiane si caratterizza per numerose potenzialità inespresse che meritano di essere sviluppate. BeeRiver intende approfondire le sconfinate opportunità di abbinamento tra la pinta e le grandi specialità (formaggi, salumi, carni, pesce, panificazioni, ecc.) attraverso il coinvolgimento di alcune aziende agricole che proporranno cibo di qualità».

Sono stati inoltre programmati tre laboratori d’assaggio tematici...

«In ognuno di questi laboratori tre birre di altrettanti birrifici saranno abbinate ai formaggi, ai salumi e alle specialità della pasticceria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa