Il Tirreno

Pisa

Telecamere e luci nelle vie di S. Martino

di Mario Neri
Telecamere e luci nelle vie di S. Martino

Serfogli: c’è il piano per salvare il quartiere da spaccio e degrado

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PISA. Quindici telecamere, decine di lampioni, perfino nuove lastricature nei vicoli più vecchi e danneggiati, quelli inghiottiti dal buio e dai derivati di sballo e microcriminalità. C’è un progetto per illuminare i “buchi neri” a Mezzogiorno.

Risse, spaccio, violenze e vandalismi raccontati ieri dal Tirreno, e secondo il comitato dei cittadini alimentati ogni notte dall’assenza di luci e videosorveglianza nei quartieri di San Martino e Sant’Antonio, potrebbero subire un duro colpo d’arresto se Andrea Serfogli nei prossimi giorni riuscisse a trovare i fondi necessari a realizzare il “piano sicurezza” per Mezzogiorno ormai congelato da quattro anni.

L’assessore al bilancio e ai lavori pubblici di Palazzo Gambacorti cercherà di rastrellare le risorse dall’avanzo di bilancio che è convinto di scovare con la stesura del consuntivo. Quel documento oggi prevede un investimento di un milione di euro, non coprirebbe per intero la mappa degli angoli “ciechi” presentata dal comitato al Comune, ma consentirebbe almeno di arginare le deviazioni della movida in una delle “zone rosse” dello sballo, quella compresa fra via Pietro Gori, via San Bernardo, via del Carmine e piazza Gambacorti. Oltre a questi luoghi infatti potrebbero arrivare telecamere di sorveglianza e luci su vicolo Borghese, via Rosselmini, via San Martino, via Ceci, via Sancasciani e via Scaramucci.

«Presentammo il progetto nel 2012 al ministero dell’Interno insieme a quello per dotare di dispositivi e illuminazione gran parte di Tramontana, soprattutto piazza delle Vettovaglie, piazza Dante e le vie circostanti - spiega Serfogli - Il Viminale, che metteva a disposizione delle città italiane un pacchetto di risorse destinate alla sicurezza, ci accordò solo un milione e mezzo. Purtroppo non ha mai finanziato il resto». Serfogli non si nasconde: impossibile dire con che tempi il Comune realizzerà il progetto, «ma è una delle operazioni su cui vogliamo puntare». Certo, la geografia dei buchi neri a Mezzogiorno mostra uno squilibrio fra le due sponde pisane che sta diventando strategica per i pusher.

«Delle 65 telecamere attive nel centro storico – dice Anthony Mancini, portavoce del comitato – la gran parte si concentra nel quartiere Santa Maria, con un picco di densità intorno a piazza delle Vettovaglie, dunque a Tramontana. Soltanto 11 sono installate al di qua del fiume, di cui 9 sull’asse di Corso Italia».

Per questo ai lati della dorsale dello shopping di notte ribolle una rete dove si muovono ombre, si allungano al muro e vomitano o fanno i propri bisogni sulla facciata o il fianco di una chiesa o di un palazzo storico, oppure spacciano, si bucano sotto le finestre e gli occhi dei residenti, si prendono a botte, a coltellate, rubano, infiammano di urla e fracasso i sonni di chi abita sulla riva oscura. Sul bilancio di previsione per ora, alla voce “videosorveglianza”, ci sono soltanto 100mila euro. E visto che alcune strade, come via San Bernardo, via Scaramucci e via Borghese, andranno anche riqualificate con nuove pavimentazioni e fognature, si tratterà anche di dover scegliere.

«Vettovaglie, viale Gramsci e Mezzogiorno sono punti fondamentali del programma di fine mandato, ma abbiamo chiarito più volte che le nostre priorità saranno le periferie».

Una mano potrebbero darla i 20 militari in arrivo da Roma per potenziare il programma Strade sicure. «Il Viminale mi ha assicurato ieri i rinforzi a breve - dice il prefetto Attilio Visconti - Vorrei fossero impiegati proprio per organizzare i controlli sulla movida per tre volte alla settimana e non soltanto una».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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