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Soldi spariti in Tribunale: condannato ex funzionario

Pietro Barghigiani
L'ingresso del Tribunale di Pisa
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L'ingresso del Tribunale di Pisa

La Corte dei conti chiede 437mila euro al responsabile dell'ufficio notifiche. Contestati i mancati rimborsi a Poste Italiane Spa nell'arco di cinque anni

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PISA. Soldi spariti dalle casse del Tribunale per i maneggi dell'allora funzionario dell'ufficio notifiche, esecuzioni e protesti. Almeno 437.000 euro che hanno preso strade diverse da quelle ufficiali. Lo sostiene la Corte dei conti che ha condannato Alessandro Pianigiani, in servizio all'Unep dal 1995 all'11 febbraio 2014, a risarcire il ministero della Giustizia. Quell'importo è riferito a somme non rimborsate a Poste Italiane Spa nonostante il pagamento effettuato dai privati per notifiche e spedizioni.

Per l'accusa Pianigiani prendeva i soldi dei privati, ma poi non li girava a Poste Spa che anticipava le cifre senza ricevere i rimborsi. Di qui l'ammanco quantificato in 437.000 euro a livello di danno erariale che ha portato anche all'apertura di un'inchiesta per peculato a carico del funzionario in pensione. La sparizione delle cifre è stata scoperta nel corso di un'indagine amministrativa condotta dall'ispettorato generale del ministero della Giustizia nel Tribunale di Pisa dal 10 al 21 giugno 2014. Il periodo preso in esame andava dal dicembre 2008 al febbraio 2014.

Nel corso delle verifiche erano state accertate irregolarità consistenti nell'omesso rimborso a Poste Italiane Spa delle somme anticipate per spese postali, relative all'invio di raccomandate su richiesta delle parti private, «per un importo complessivo di 466.877 euro nonostante nei menzionati anni (2008 - 2014) i privati richiedenti le notifiche e le spedizioni avessero regolarmente provveduto a versare in contanti all'ufficio Unep quanto dovuto» si legge nella sentenza. Nell'inchiesta amministrativa in cui erano emerse le gravi irregolarità, gli ispettori si erano imbattuti in due richieste indirizzate da Poste Italiane Spa all'Unep di Pisa, «aventi identico oggetto con cui si chiedeva al signor Pianigiani di confermare il saldo debitorio di 437.251 euro alla data del 30 novembre 2013. In ordine alla seconda richiesta (un sollecito, ndr) il dirigente Pianigiani il 10 febbraio 2014 aveva timbrato e sottoscritto il riconoscimento del debito. Peraltro la Procura deduceva che il signor Pianigiani non solo non aveva provveduto a corrispondere a Poste Spa quanto spettante, ma aveva incassato dai privati più di quanto previsto, richiedendo in numerosi casi una tariffa per raccomandata maggiorata rispetto alla tariffa all'epoca in vigore».

Sentiti come testimoni, diversi colleghi hanno confermato il ruolo esclusivo svolto da Pianigiani nella gestione amministrativo contabile dell'Unep di Pisa, ma anche la difficile situazione personale e familiare del funzionario. Solo lui, insomma, è stato riconosciuto unico e diretto responsabile della progressiva formazione del debito verso Poste Italiane Spa e unico responsabile del mancato pagamento del credito vantato dalle Poste. Chiamato a chiarire la sua posizione e spiegare la natura dell'ammanco, Pianigiani, attraverso il suo legale, ha fatto riferimento a problemi di salute suoi e della moglie. Il riconoscimento del debito? Pressione psicologica da parte di un funzionario di Poste. Spiegazioni che non hanno convinto i giudici contabili.

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di Redazione web