Finanza
Moschea, il sì al quesito genera subito polemiche
Il Pd: «Ora si spieghi che la ragione del “no” è legata a questioni urbanistiche». Movimento 5 stelle: «Si tenga conto dalle tutele legislative e costituzionali»
PISA. Il quesito ha passato lo scoglio dell’ammissione. Ora l’iter prevede che siano raccolte le firme (1.794 sono quelle che servono) e poi il referendum si potrà indire. La decisione del Comitato dei garanti del Comune di Pisa di dire sì al quesito referendario sulla Moschea a Porta a Lucca, proposta dal Comitato #NoMoschea, presieduto da Luca Cuccu, esponete di Forza Italia, ha suscitato alcune prime reazioni, anche contrastanti tra loro, dal mondo della politica comunale.
«Il referendum proposto da Forza Italia - scrive il consigliere Ciccio Auletta (della lista Unacittàincomune-Partito della Rifondazione comunista) - promuove un messaggio di intolleranza, demonizzazione e odio verso le diversità. La nostra Carta costituzionale su questo argomento è chiara: la libertà di professare il proprio culto è insindacabile e non può essere oggetto di una votazione che ha come proprio oggetto la limitazione della libertà altrui».
«Su questa vicenda della Moschea - afferma il consigliere Francesco Pierotti (Partito Democratico) - si sono volute alimentare fin dall'inizio le peggiori paure. Vedo invece in questa volontà della comunità islamica una richiesta civile. Detto questo, ritengo anche che l'ammissione del quesito proposto dal comitato contro la moschea permetta oggi a Pisa di esprimersi in modo chiaro su una questione importante ed il mio personale auspicio è che vinca l'idea più coraggiosa, quella che non vede in una moschea un pericolo ma un'occasione di arricchimento e di dialogo».
«Io sono sempre d'accordo - così scrive il consigliere Odorico Di Stefano (della lista I Riformisti) - con l'istituto del referendum. Questo sulle moschee stimola la discussione e aiuta a chiarire le idee».
«Sul lavoro del Comitato dei Garanti - aggiunge poi la consigliera Elisabetta Giraudo, (di Sinistra ecologia e libertà) - ferma restando l'intangibilità del principio della libertà di culto, grande attenzione è stata correttamente posta a base delle proprie valutazioni da parte del Comitato dei Garanti, anche al principio di non discriminazione. L'argomento è delicato e necessita di molta cautela».
«Il Movimento Cinque stelle - ha detto poi Elisabetta Zuccaro, capogruppo del M5S -è favorevole a tutte le forme di democrazia diretta e sicuramente allo strumento del referendum consultivo, ma è importante che sia fatta una informazione corretta e approfondita ai cittadini e che un ampio dibattito pubblico eviti strumentalizzazioni e semplificazioni del tipo "moschea si o moschea no" senza tener conto dalle tutele legislative e costituzionali in vigore. Nel merito, poi, ci sembra che la garanzia dei luoghi di culto, oltre a essere un diritto costituzionale, a prescindere da qualsiasi forma di intesa tra l'Islam lo Stato Italiano, come invece opposto dal comitato promotore, possa rappresentare un argine al rischio terroristico».
«Il quesito - scrive, infine, la consigliera Veronica Fichi (del Partito Democratico), nella foto - era stato precedentemente non accolto per inammissibilità tra le altre cose con l'articolo 3 della nostra Costituzione, è chiaro che i proponenti hanno cambiato la forma affinché il quesito fosse ammissibile per arrivare al referendum, quella che non cambia però è la sostanza che resta infatti esplicita nel nome del “Comitato No Moschea”. Mi aspetto quindi che quando saranno raccolte le firme sarà premura dei promotori spiegare che la ragione è di tipo urbanistico e non di discriminazione religiosa».
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