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Pisa

«Rischio esondazioni» Giù 14 pini secolari sul torrente Zambra

«Rischio esondazioni» Giù 14 pini secolari sul torrente Zambra

Il consorzio di bonifica dà il via al taglio in via XX Settembre a Calci I cittadini: «Uno scempio». Il sindaco: «Loro hanno dato l’allarme»

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CALCI. Le radici stavano scavando nel muro dell’argine. Senza un intervento pian piano si sarebbe sgretolato e le piante sarebbero crollate verso le case o nel fiume. Non solo. In caso di piena, avrebbero potuto fare da tappo, bloccare detriti e tronchi e innescare un’esondazione. Motivi di sicurezza, dunque. Per questo da ieri il consorzio di bonifica del Basso Valdarno ha avviato i lavori di abbattimento di 14 pini lungo via XX Settembre a Calci, cresciuti in quasi un secolo sullo Zambra.

«Verranno tagliati nei prossimi tre giorni - rivela Paola Mariani, ingegnere del consorzio di bonifica - Uno era stato colpito da un fulmine e due erano secchi. Ma è stata eseguita una perizia, e sono risultati tutti a rischio, anche perché si trovano all’interno dell’alveo del torrente. Le radici stanno penetrando nel muro dell’argine, se li lasciassimo lì potrebbero scalzarlo, produrre fenomeni di erosione e danneggiare poi le briglie di contenimento che servono a tenere a monte tutto il materiale granuloso tipico dei torrenti ma non grandi massi o tronchi. Se cadessero, inoltre, potrebbero costituire un ingombro pericoloso in casi di piena».

L’operazione - non annunciata se non dai cartelli imposti dall’ordinanza di chiusura della strada - ha però innescato lo stupore e le polemiche di alcuni cittadini, sebbene sia il risultato di alcune indagini avviate proprio dopo le segnalazioni dei residenti. «Siamo stati noi a mettere in moto il consorzio - dice il sindaco Massimiliano Ghimenti - ma solo dopo le richieste dei cittadini. Molti dei residenti della zona ci hanno segnalato con una lettera rami crollati sulle auto, fronde ormai troppo vicine alle case e aghi di pino che spesso riempivano le grondaie. I sopralluoghi congiunti dei nostri tecnici e quelli del consorzio hanno poi evidenziato rischi ancora più consistenti. Non avevamo scelta». «Si tratta di pini secolari - dice Mario Figone, abitante della zona - Costituiscono parte fondamentale del paesaggio. Possibile non bastasse una potatura accurata che eliminasse i rami più pericolosi ma mantenesse intatto lo scenario dello Zambra? Mi dispiace doverlo dire, ma sembra di assistere alla solita logica all’italiana. Visto che ci dobbiamo mettere le mani, spendiamoci un po’ di soldi, distribuiamo un appalto a qualcuno. E intanto la bellezza toscana viene deturpata».

Per gli abbattimenti il consorzio investirà circa 9mila euro. «Non scherziamo - dice Ghimenti - Non ho la minima difficoltà ad ammettere che è un peccato. Ma spesso assistiamo a disastri naturali e si rimproverano le istituzioni di non aver fatto prevenzione idrogeologica. E se lo Zambra fosse tracimato a causa dei pini, con chi se la sarebbero presa i cittadini?».

Mario Neri

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