Il Tirreno

Pisa

Protezione anti-scritte sui muri della Spina

di Francesco Loi
Protezione anti-scritte sui muri della Spina

Completato il recupero della chiesa: attenzione alla sicurezza

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PISA. «Sì, quella telecamera è puntata verso l’edificio», dice l’assessore Andrea Serfogli indicando il palazzo di fronte. Era il settembre 2009 quando una mano rimasta ignota imbrattò la facciata, e non era la prima volta, con la scritta “Pisa m...” di vernice rossa. Ora che la città si riprende davvero la Chiesa della Spina, dopo i lavori di restauro, la prima preoccupazione è come proteggere questo monumento, «simbolo di Pisa con il suo particolare profilo», la definizione del sindaco Marco Filippeschi. Troppo recente lo sfregio alla Scuola Normale, con la scritta in arabo che inizialmente aveva fatto temere ben altro, per restare alle sole celebrazioni della fine del cantiere, mentre la giunta comunale studia come rendere fruibile (tradotto: aperta con continuità) la Chiesa di Santa Maria della Spina. «Faremo un bando per attribuirne la gestione», promette l’assessore alla cultura Andrea Ferrante, che tiene la bocca cucita sulla mostra che da fine maggio, e praticamente per tutto il Giugno Pisano, rappresenterà la prima “uscita” pubblica della chiesa dopo il restauro.

Anti-spray. La Spina torna dunque al centro dell’attenzione. E dei progetti di valorizzazione. D’altra parte, essendo su uno dei percorsi fatti dai turisti per andare dalla stazione alla Torre, ha continuato ad attirare anche quando era ingabbiata dalle impalcature. «Da stamani credo si sia fermato qualche centinaio di persone», dice ancora Serfogli. Ma il discorso torna presto sulle misure di protezione e salvaguardia. «Sulle facciate è stata stesa una sostanza, una sorta di pellicola - spiega l’assessore ai lavori pubblici - che possiamo definire anti-graffiti. Impedisce alle vernici di impolpare il paramento murario, rendendo poi più semplici le eventuali operazioni di pulizia».

Il restauro. In effetti, è stato questo uno degli interventi svolti sulla Spina. Il restauro conservativo ha riguardato sia le strutture interne che quelle esterne: un primo intervento ha riguardato la messa in sicurezza della copertura per l’eliminazione delle infiltrazioni di acque piovane. Successivamente si è provveduto al restauro del cassettonato ligneo e del paramento murario interno. A conclusione è stato realizzato l’intervento di restauro e manutenzione delle strutture murarie e scultoree esterne. L’importo complessivo delle opere realizzate ammonta a 286.640 euro. Il progetto dell’intervento di restauro e la direzione lavori sono stati eseguiti dalla Direzione Edilizia Pubblica del Comune. I lavori e gli aspetti operativi sono stati approvati e seguiti dalla Sovrintendenza ai Monumenti. Ora mancherebbe un’illuminazione più adeguata e “artistica”. «Cerchiamo sponsor e sono fiducioso sul fatto che qualche azienda possa essere interessata a legare il proprio nome a questo gioiello pisano», dice Filippeschi.

Il bando. Riguardo all’utilizzo futuro, «la chiesa - spiega Ferrante - sarà destinata alla visita per residenti e turisti, sfruttando al meglio la vicinanza con Palazzo Blu e la sua collocazione lungo l’Arno, attraverso eventi espositivi di rilievo. Per questo è in elaborazione un bando per la sua gestione. L’idea è farne una tappa pregiata del percorso monumentale e museale dei lungarni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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