Il Tirreno

Pisa

Sequestrati sei computer al prete sott’inchiesta

di Cristiano Marcacci

Li hanno trovati i carabinieri nel corso della perquisizione dell’alloggio del cappellano della 46esima Brigata Aerea indagato per calunnia e stalking

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PISA. È evidentemente un grande appassionato d’informatica il sacerdote che fino a qualche settimana fa ricopriva il ruolo di cappellano militare della 46esima Brigata Aerea di Pisa e che è stato poi cacciato nel giro di pochi giorni dopo che la procura della Repubblica lo ha indagato per i reati di calunnia continuata e aggravata e atti persecutori (cioè lo stalking).

Nel corso delle perquisizioni domiciliari che i carabinieri hanno eseguito nel suo alloggio sono stati infatti sequestrati, oltre a parecchio altro materiale, ben sei computer, di cui uno di proprietà della 46esima Brigata Aerea, e due hard disk esterni. Attualmente, i dispositivi sono al vaglio degli investigatori, che stanno proseguendo le indagini sul conto del prete, già abbondantemente nei guai dopo la denuncia di un militare che, a differenza di alcuni colleghi, si ribellò dopo aver rifiutato le molteplici avance sessuali del prete. Quest’ultimo arrivò addirittura a scrivergli numerose lettere con offese e minacce di ogni tipo, accusandolo ingiustamente di reati mai commessi. Non contento, di queste lettere diffuse copie ai colleghi.

Nei pc sequestrati nell’abitazione dell’ex cappellano militare potrebbero esserci degli elementi riconducibili alle lettere scritte o anche dei filmati “scottanti” che il prete avrebbe potuto registrare nel corso di qualche rapporto sessuale con i militari. Non ci dobbiamo infatti dimenticare che nel corso di una delle perquisizioni i carabinieri si sono imbattuti anche in una sveglia in cui il sacerdote aveva ben nascosto all’interno una videocamera di dimensioni ridotte. In una penna, invece, c’era un dispositivo in grado di registrare conversazioni audio.

Insomma, le verifiche e gli approfondimenti su quella che era la doppia vita del cappellano militare della 46esima Brigata Aerea di Pisa sono solo agli inizi. Lui, attualmente, non è più in città. Dopo che l’Ordinario Militare d’Italia, monsignor Santo Marcianò, gli ha comunicato la rimozione dall’incarico per l’inchiesta ufficialmente aperta dalla procura della Repubblica nei suoi confronti, il prete ha fatto immediatamente le valigie e se n’è tornato al sud Italia.

Ieri, a Pisa, dopo che Il Tirreno ha parlato per la prima volta dello scandalo che ha travolto il cappellano militare e la 46esima Brigata Aerea, la notizia ha destato un profondo clamore. I reati di cui viene accusato il cappellano sono molto gravi: per la calunnia si rischia da due a sei anni, per lo stalking da sei mesi a quattro anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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