Il Tirreno

Pisa

Putignano torna terra di conquista per i ladri

di Roberta Galli
Putignano torna terra di conquista per i ladri

Abitazioni svaligiate nella notte mentre le famiglie dormono

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PISA. Ancora furti. Nel cuore della notte. Con ladri che si “infilano” nelle case incuranti dei proprietari avvolti nel sonno. Forse narcotizzati o storditi da sostanze soporifere che non lasciano traccia, perché nessuno si accorge fino alla mattina della presenza dei malviventi. A Putignano è in azione una banda di professionisti, con un identico modus operandi, che non teme di trovarsi di fronte i padroni di casa. Ma disposta a tutto pur di portar via soldi, abbigliamento, elettrodomestici, orologi e tutto ciò che può essere commercializzato. L'ultimo blitz la notte tra venerdì e sabato. Due le abitazioni “visitate” e tre i tentati furti tra via Ferroni e via dell'Arginone. In un clima caldo di tensione e paura in tutto il quartiere. A dimostrazione che il rafforzamento delle misure di sicurezza intraprese dopo l'ondata di protesta per gli ultimi “colpi” nel quartiere, non sta dando i frutti sperati. L'emergenza continua senza freni, e soprattutto sta alzando il tiro, mettendo a dura prova i residenti. Oltre ad accendere gli animi di chi non si sente più sicuro in casa propria, soprattutto la notte. «Qui è terra di nessuno. Prima o poi qualcuno si fa giustizia da solo». Un commento generale che circola di bocca in bocca in tutto il quartiere, soprattutto tra gli anziani, a dimostrazione che la paura è tanta. E che neanche la stazione mobile dei carabinieri, presenza più che rassicurante, sottolineano in molti, presente ieri mattina nella piazza principale del quartiere, non è ritenuta una misura sufficiente da chi si è visto portare via ricordi e tranquillità. Ne sanno qualcosa Marco Del Grande e Donatella Turchi, le ultime vittime, in ordine di tempo. Del Grande abita in via Pietro Ferroni, Turchi in via dell'Arginone. Due strade che distanziano in linea d'aria poche centinaia di metri l'una dall'altra. Come le loro abitazioni, violate nel cuore della notte, tra venerdì e sabato, con la stessa tecnica: reti di recinzione del giardino recise, persiane esterne smontate, cilindri delle porte fatte saltare e luci esterne messe fuori uso. In via dell'Arginone i lampioni esterni condominiali sono stati smontati, mentre in via Ferroni coperti con un lenzuolo. «Sono passati dai campi», Marco Del Grande non ha dubbi. «E senza il minimo scrupolo – dice – sono entrati, mentre i miei genitori dormivano nella loro camera da letto. Hanno rovistato in tutte le stanze. Per fortuna i miei non si sono svegliati, avendo la porta di camera chiusa, altrimenti non oso pensare cosa sarebbe potuto accadere».

I ladri, si pensa a più di una persona, hanno girato ovunque, non riuscendo però a portar via quello che avevano già sistemato vicino alla porta di ingresso posteriore: un televisore e un pc portatile, accontentandosi solo di un paio di indumenti, appartenenti a Francesco, figlio di Del Grande, che il ragazzo, studente universitario, aveva lasciato a casa dei nonni. Qualcosa o qualcuno deve averli disturbati. «Non è escluso che possa essere stato io– continua Del Grande che abita con la moglie e il figlio al piano di sopra della palazzina dei genitori, e a un cugino e una zia, anch'essa molto spaventata per quello che è accaduto –. La notte tra venerdì e sabato sono andato a letto molto tardi. Erano circa le 2. E guardando dalla finestra ho visto che le luci del giardino non funzionavano. Un particolare, però, che al momento, non mi ha insospettito. Ho pensato che fossero stati i miei genitori a spegnerle. Poi, la mattina quando i miei si sono alzati e si sono trovati di fronte a tutto questo spettacolo sconcertante abbiamo capito. Metteremo un allarme, ma non si può vivere blindati nelle nostre abitazioni».

Non ha parole neanche Donatella Turchi, che abita in via dell'Arginone. Quella maledetta notte lei non era in casa. I ladri hanno usato la stessa tecnica. Ma questa volta il bottino per loro è stato più cospicuo. «Hanno portato via – dice Turchi – l'incasso della giornata: mio figlio che lavora per una ditta che si occupa di elettrodomestici, lo aveva portato a casa, perché la sera prima non aveva avuto il tempo di versarlo». In casa, al momento del blitz, si trovavano entrambi i figli di Donatella, insieme all'anziana madre. Nessuno però si è accorto di niente. Solo le luci del mattino hanno infatti alzato il velo sull'incursione. Rete di recinzione recisa anche all'abitazione di Romano Biasci, sempre in via dell'Arginone. «E non è la prima volta – dice sconsolato l'anziano – avevano tentato di entrare anche il giorno di Pasqua». Stesso copione in altre 2 abitazioni di via dell'Arginone e sempre in altre 2 in via Ferroni, dove però i banditi sono stati messi in fuga dai cani all’interno dei giardini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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